Tutti mobilitati per Venezia. Conte: «La città non rimarrà da sola»

Il premier in ricognizione in città da ieri pomeriggio. Nel pomeriggio il ritorno a Roma per un consiglio dei ministri straordinario, durante il quale sarà presa in carico la richiesta di stato d'emergenza

Giuseppe Conte con Walter Mutti, edicolante che con l'acqua alta ha perso la sua edicola

Gli occhi del mondo sono puntati su Venezia, e le istituzioni si muovono di conseguenza. Ieri pomeriggio il premier Giuseppe Conte è arrivato in laguna per constatare in prima persona, da vicino, i danni che l'acqua alta eccezionale di martedì notte ha causato alla città, ai negozi, alle case, a tutti i suoi abitanti. «Il disastro che ha colpito Venezia è un colpo al cuore del nostro Paese - ha detto il premier - La città è danneggiata, il patrimonio artistico compromesso, le attività commerciali in ginocchio». Il primo ministro ha lanciato un messaggio chiaro alle autorità e alle istituzione locali: «Il governo c'è».

La ricognizione del premier

Conte si è dimostrato vicino alla città e pronto ad agire per il suo bene. Ha voluto testimoniare la sua vicinanza ai cittadini, chi in primis ci ha rimesso. Tra questi anche Walter Mutti, che con l'acqua alta ha perso la sua edicola, di fatto sommersa dall'impeto delle acque. Il premier l'ha incontrato questa mattina in prefettura, ascoltando le sue parole di dolore. Che sono le stesse degli altri cittadini, che ora devono guardare avanti e rialzarsi. Contando sull'aiuto delle istituzioni. «Nessuno resterà da solo. - ha specificato il premier - Il Governo è solidale e presente». Urgono i primi provvedimenti, e già nel primo pomeriggio Conte è tornato a Roma per un Consiglio dei ministri straordinario, durante il quale sarà presa in carico la richiesta di stato di emergenza. Il governo è pronto a stanziare i primi, necessari, fondi. «Convocherò anche il Comitatone - ha aggiunto il presidente del Consiglio - per accelerare la soluzione strutturale dei problemi, legati alla manutenzione straordinaria delle barriere e degli impianti idraulici». Più tardi il premier ha comunicato che il consiglio dei ministri ha deliberato lo stanziamento di 20 milioni di euro, «i primi fondi per gli interventi più urgenti a sostegno della città e della popolazione». «Siamo al lavoro - ha aggiunto - per il piano per gli indennizzi a privati e commercianti e per rifinanziare la legge speciale per Venezia»

La mobilitazione della politica

Questa mattina è arrivato anche Silvio Berlusconi in città, per esprimere la sua solidarietà e la necessità di trovare soluzioni ai problemi in tempi rapidi. «Venezia deve essere aiutata subito. - ha commentato - Ho presentato una interrogazione al Parlamento europeo per chiedere che la città e i comuni limitrofi colpiti possano accedere ai finanziamenti del Fondo di solidarietà dell’Unione europea». Commenti sulla delicatissima situazione di Venezia, nelle ultime ore, sono arrivati da tutte le forze politiche, come era inevitabile che fosse, tra solidarietà, invocazione di interventi rapidi e scarica-barili. «Ci sono dei momenti in cui non si aprono polemiche. - ha scritto il leader di Italia Viva Matteo Renzi - Ora siamo tutti dalla parte di Venezia, con il sindaco Brugnaro e il governatore Zaia. E soprattutto con i veneziani. Non è il tempo di polemiche, tutti uniti per rimediare ai danni». «Venezia è un tesoro inestimabile per l'Italia e il mondo intero. - ha commentato la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni - Chiederemo al governo di stanziare risorse necessarie per i danni causati dalla marea eccezionale e per non sprecare le moltissime risorse investite nel Mose».

Mano tesa a famiglie e imprese

Non solo governo. Tante sono le istituzioni, associazioni ed enti che da ieri si stanno mobilitando per Venezia. La Caritas ha messo a disposizione posti al riparo per le famiglie e i più fragili, dando un pasto a persone senzatetto per due giorni. Aiuti sono arrivati dalle banche: Intesa San Paolo e Unicredit hanno stanziato un plafond di 100 milioni di euro a sostegno delle famiglie e delle imprese che hanno subito danni, dando la possibilità di sospendere per 12 mesi le rate di eventuali finanziamenti per famiglie e imprese che abbiano subito danni. La Banca Montepaschi di Siena, invece, ha messo a disposizione 50 milioni per le famiglie colpite. Coop Alleanza ha invece messo a disposizione 25mila euro per Comune e protezione civile impegnandosi a raccoglierne 100mila da destinare alle famiglie colpite. Per aiutare le imprese della città a ripartire, Confesercenti, attraverso il suo Confidi Commerfin ed in collaborazione con Unicredit, lancia l’iniziativa "Solidarietà a tasso zero", un finanziamento bullet di 12 mesi, garantito da deposito vincolato, per le imprese che hanno visto la propria attività compromessa. Il prestito non prevede oneri per l’impresa richiedente. Lo stanziamento iniziale è di 3 milioni di euro, per finanziamenti fino a 50mila euro.

Mano tesa anche dal Comune di Firenze, per bocca del sindaco Dario Nardella: «Ho ancora negli occhi e nel cuore le immagini della terribile alluvione dell’Arno che colpì la nostra città il 4 novembre 1966 - dice il primo cittadino - Di fronte alle nuove terribili immagini che arrivano dal capoluogo veneto, siamo di nuovo sconvolti ma pronti a dare una mano».

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Il gruppo Costa Crociere ha comunicato che, attraverso la sua Fondazione, donerà 100mila euro al Comune di Venezia per i primi interventi urgenti. «Venezia è un tesoro prezioso per tutti noi e sentiamo la necessità di contribuire per fornire un aiuto concreto nella gestione di questa emergenza». La compagnia ha anche annunciato di essere a disposizione del governo e delle autorità locali per discutere insieme su come fornire ulteriore supporto, più strutturale.

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