Cronaca campo Sant'Angelo

Un corteo acqueo e un'esplosione di slogan colorati: Venezia "rinnova" la Legge speciale

Domenica #tuttincampo alle 15 a Sant'Angelo: iniziativa di comitati e cittadini che hanno dato vita alla mobilitazione. Il dibattito dell'Ateneo veneto sabato mattina e le remiere domenica con il Gruppo Insieme che rappresenta 35 associazioni

A cinquant'anni dalla nascita della Legge speciale domenica, in occasione dell'evento #tuttincampo, decine di comitati, associazioni, gruppi e cittadini, che hanno aderito al Manifesto per Venezia 16 aprile, tornano a confrontarsi sui temi "caldi" della città: casa, lavoro, salute,  diritti, laguna, moto ondoso, turismo, locazioni, mezzi pubblici, ambiente e partecipazione. Un pomeriggio di incontro, condivisione, dibattito e mobilitazione, con inizio alle 15 in campo Sant'Angelo, e preceduto da una conferenza sabato e un corteo acqueo delle remiere in laguna al mattino di domenica.

Cosa ci sarà domenica

«È un'iniziativa di comitati e associazioni, trasversale, apartitica e senza bandiere o simboli», esordisce Marco Gasparinetti, consigliere comunale e fondatore del Gruppo 25 Aprile che è fra le associazioni che hanno dato vita alla mobilitazione per il 50esimo della Legge spaciale. Ad aprire l'iniziativa è previsto il Convegno dell'Ateneo veneto sabato mattina e il corteo acqueo delle remiere e della vela domenica mattina, organizzato dal Gruppo Insieme che rappresenta 35 associazioni. La partenza è prevista dalla canottieri Querini, con giro attorno a Murano e ritorno.

«Il clou sarà in campo Sant'Angelo, coordinato dal Gruppo 25 aprile - prosegue Gasparinetti - In base all'esperienza di "mi no vado via" ci aspettiamo una partecipazione importante, una cifra a tre zeri e il campo pieno. Ma ancora più importante è la qualità del messaggio: saranno slogan propositivi, un'esplosione di creatività con centinaia di cartelli. Una partecipazione corale con rappresentanze da Venezia e dalla terraferma. Oltre alle associazioni indicate abbiamo anche l'adesione dell'Arci, dell'Agesci (boyscout), di venessia.com e l'ordine di Malta che ci garantisce assistenza medica». A coordinare: Alice Cendon del Gruppo 25aprile, Barbara Vanin del Comitato Viale San Marco, Marco Ghinami del gruppo Insieme Remiere e Monica Zambon della segreteria della Cgil di Venezia. 

Case a Venezia

«La manutenzione e l'assegnazione degli alloggi pubblici sfitti è il tema principale in una città che soffre di spopolamento - dice Cendon - Questo capitolo è sempre stato destinatario di risorse della Legge speciale a fondo perduto, sia per la manutenzione che per l'acquisto. In questi anni molte persone si sono rivolte a noi perché cercavano casa e abbiamo fatto da tramite tra domanda e offerta. Quindi sappiamo che c'è un certo numero di persone che vorrebbe vivere a Venezia. Diciamo 1000 alloggi sfitti, pensiamo cosa vorrebbe dire 1000 nuclei familiari in più che animano il tessuto sociale, hanno bambini iscritti nelle scuole, ecc.».

Moto ondoso

Sul moto ondoso, continua il Gruppo 25 Aprile, servono misure concrete poiché mentre cresce il numero di presenze in laguna il problema aumenta. «Si prospetta la creazione di tre nuovi hub per portare più velocemente nuova gente a Venezia», afferma Cendon, ma sulle rive esiste una mappa dell'erosione dove si potrebbe intervenire con i fondi di Legge speciale. «Lo stesso vale per lo scavo a secco manutentivo dei canali: un tema fondamentale di salvaguardia che non si fa più. La messa a secco permette di verificare lo stato delle fondamenta».

Altro tema è quello dell'assegnazione dei posti auto per i residenti al garage comunale. Del bando dopo anni è stata annunciata l'imminente uscita con i dettagli del contenuto, ma il testo manca. «Quanto ancora dobbiamo aspettare?», chiede Cendon ponendo il tema collegato della soglia di carico per l'arrivo dei turisti che non è stata fissata e a Pasqua è tornato il sovraffollamento dei vaporetti.

Viale San Marco

In terraferma occhi puntati su Viale San Marco, dove i comitati battagliano contro la torre e il progetto di risanamento che ai loro occhi stravolge il piano urbanistico. «I problemi di bonifica, le aree verdi recintate non possono essere un pretesto per cementificare - afferma Vanin - Si crea un problema anche per i negozianti. È un affronto al piano regolatore perché quell'area è destinata ad area verde e vogliamo che tale resti. È un'offesa al progetto iniziale.

Tuttincampo Mappa-2

Le remiere, gli allenamenti, la convivenza

Le imbarcazioni intanto scaldano i remi. «Abbiamo creato un gruppo compatto. La priorità è spingere l'amministrazione a chiedere un intervento al governo per definire sistemi di controlli come i gps ad esempio - argomenta Ghinami - ma c'è anche una sala di controllo che oggi non è omologata per fare controlli e sanzionare. Il problema è l'onda, dovuta sia alla velocità sia agli scafi, il peso delle barche. A Venezia dovrebbe essere creato un centro di ricerca sugli scafi. L'onda dovrebbe essere al massimo 30 centimetri. Per i nuovi vaporetti abbiamo chiesto all'amministrazione di fare opportune verifiche ed evitare che alzino onde di un metro. La consigliera Debora Onisto ci dà una mano».

La categoria spiega i problemi della presenza in laguna anche per gli allenamenti. «Siamo una categoria penalizzata - sostiene Ghinami - abbiamo perso canottaggio e canoa in centro storico perché il traffico è indecente. Qui alla Querini è un'autostrada. Per fare vogate di gruppo chiediamo di essere protetti, scortati. Non si può fare una pista ciclabile in acqua. Noi stiamo attenti ma non è giusto, non ci sentiamo sicuri, la sicurezza è una priorità». Poi il discorso delle emissioni. «Ci sono motori che hanno 30-40 anni quindi ci vuole un registro natanti». E sulla convivenza in acqua: «Serve l'educazione civica a scuola e un patentino per motorizzazioni oltre i 20 cavalli. Non sarà l'ultimo corteo che faremo: se non si muove nulla lo faremo tutte le settimane scortati dalla polizia».

Il lavoro

Sul lavoro la parola è passata alla segretaria della Cgil Monica Zambon. Aderiamo alla manifestazione - dice innanzitutto, come aveva fatto qualche giorno fa Danilo Scattolin del sindacato Sgb - perché non si può pensare a una città che diventa museo a cielo aperto e albergo diffuso. C'è il problema degli affittacamere, quello della sanità che è stata data progressivamente in appalto. L'occupazione mordi e fuggi e anche quella regolare che applica i Ccnl, vede orde di lavoratori stagionali che lavorano a Venezia ma abitano a Mestre, dove i lavoratori stranieri d'estate si trasferiscono occupando una stanza in cinque. Bisogna pensare a un sistema turistico sostenibile. Non c'è bisogno di un'altra area commerciale: il fenomeno a cui abbiamo assistito è la chiusura delle saracinesche dei negozi di prossimità e se spariscono vuol dire che non c'è il cittadino e la città sta diventando un'altra cosa. Questi temi obbligano la Cgil ad aderire all'iniziativa».

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