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Cronaca

"Ma quale terrorista, il medico turco è vittima e non carnefice"

Giovedì prima udienza della Corte d'Appello per l'arresto di Unal Erden, accusato dalla Turchia di terrorismo. In Austria è un rifugiato politico

Giovedì mattina con ogni probabilità sarà un'udienza transitoria, dunque l'intrigo internazionale scoppiato a Pasqua che a un capo vede la Turchia e all'altro l'Austria (con epicentro Venezia) è destinato a durare ancora a lungo. In ogni caso l'appuntamento davanti alla prima sezione penale della Corte d'Appello di Venezia per l'udienza relativa all'arresto per terrorismo, su rogatoria internazionale, del medico turco Unal Erden, desta una certa attenzione tra i media. Il camice bianco è stato bloccato dalla polizia nella notte tra domenica e lunedì mentre si trovava in una camera di un albergo sul Terraglio, a Mestre. Stava trascorrendo le vacanze con la moglie e i suoi due figli quando Digos e Volanti sono penetrati nella sua stanza. L'uomo è sospettato di essere un reclutatore per conto della Dhkp-C., l'associazione terroristica che ha sequestrato il 31 marzo scorso a Istanbul il procuratore Mehmet Selin Kiraz, poi morto durante il blitz delle forze speciali.

Unal Erden risiede da anni in Austria, dove gli  stato riconosciuto lo status di rifugiato politico. E' quindi subito scattato il braccio di ferro diplomatico, con il collegio presieduto da Giacomo Sartea (relatore Luisa Napolitano) che chiedere se Arden accetterà l'estradizione, convalidandone o meno l'arresto.

Il suo avvocato difensore, Nicola Canestrini, ha già anticipato che un'eventuale estradizione volontaria verrà rifiutata, mentre in caso di convalida saranno richiesti gli arresti domiciliari: "Siamo forti non di documentazione nostra - ha aggiunto il legale - ma del riconoscimento di uno Stato come l'Austria (all'udienza sarà presente anche il console austriaco, ndr) che dà l'inequivocabile certezza che il nostro assistito è vittima e non carnefice. Si tratta di un caso tristemente politico - ha proseguito - nato di fronte all'incapacita' del governo turco di giustificare quanto accaduto aprendo una sorta di caccia al capro espiatorio". I passaggi successivi, al di là dell'esito dell'udienza di giovedì, saranno legati ai contatti bilaterali tra Governo turco e quello italiano, e richiederanno non meno di un mese e mezzo per il trasferimento della documentazione affinché la Corte veneziana possa deliberare.

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