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Psoriasi, malattia dei tempi moderni: a Venezia si cura con la psicoterapia

Una patologia che porta le persone ad isolarsi. L'Ulss 12 ha messo a punto due percorsi per i pazienti: spazi di ascolto in cui i malati possono confrontarsi tra di loro

Una patologia che isola, che porta le persone quasi a nascondersi, o a nascondere la parti del corpo malate: è la psoriasi, malattia diffusa, difficile da affrontare per le sue complicanze psicologiche, ma che a Venezia viene affrontata anche con le più avanzate tecniche di psicoterapia, personale e di gruppo.

"Chi è colpito dalla psoriasi - spiega il Primario di Dermatologia dell’Ulss 12, Massimo Donini, nella Giornata mondiale della patologia - evita di mostrarsi, ha difficoltà d’estate e al mare, ma anche sul lavoro e in pubblico. A volte addirittura fatica a stringere la mano altrui. Sente, o immagina, le difficoltà dei suoi interlocutori che notano sulla pelle la sua malattia. La tendenza all’isolamento, nelle persone affette da psoriasi, è accentuata da pregiudizio, ancora purtroppo diffuso, che la malattia sia contagiosa. Lo ‘stigma’, cioè l’isolamento e la diffidenza degli altri, porta il malato di psoriasi a veder scemare la propri autostima: diventa più vulnerabile emotivamente e più soggetta ad ansia, depressione e stress, che, come è noto, sono legate all’aggravamento della patologia. Inoltre, più aumenta l’ansia, l’isolamento e la depressione, meno il paziente è in grado di affrontare la malattia: perde fiducia nella cura, e la segue con minore regolarità; si arrende in sostanza ad una patologia che invece va affrontata con decisione, attenzione, determinazione".

Per curare la psoriasi, quindi, è fondamentale fornire ai pazienti le migliori terapie disponibili, farmacologiche e fisiche, ma anche un supporto sul piano psicologico: per questo la Dermatologia dell’Ulss 12 ha messo in atto due attività di psicoterapia, due percorsi di attenzione al risvolto psicologico della malattia.

Il primo percorso è lo "spazio di ascolto" attivo per tutti i pazienti che ne hanno bisogno all’Ospedale Civile di Venezia ogni lunedì mattina: "Attraverso quattro incontri - spiega la dottoressa Antonella Demma, psicoterapeuta della Dermatologia dell’Ulss 12 - si compie un’analisi approfondita della situazione psicologica del paziente. Al termine dei quattro colloqui siamo in grado di avere un quadro chiaro dell’eventuale disagio su questo fronte, e di indirizzare il paziente, se necessario, ad un percorso di cura specialistico". Lo "spazio di ascolto" così strutturato, e attivo dal 2008, è un’iniziativa della Dermatologia dell’Ulss 12 Veneziana in collaborazione con l’Università di Padova, Facoltà di Psicologia: una quarantina le persone che ne usufruiscono ogni anno.

Il secondo percorso è realizzato in collaborazione con l’Associazione per la Difesa degli Psoriaci (ADIPSO) ed è un ciclo di dodici incontri serali, a cadenza quindicinale, a cui i pazienti partecipano in gruppo, insieme al dermatologo ospedaliero e allo psicoterapeuta. "Durante questi incontri - spiega la dottoressa Demma - i pazienti affetti da psoriasi hanno la possibilità di confrontarsi, in gruppi di dieci/dodici, con persone che hanno la stessa patologia, e anche di dialogare liberamente, al di fuori della stretta attività ambulatoriale, con gli stessi medici che poi li hanno in cura nella sede ospedaliera, ottenendone un potente effetto terapeutico".

"Con queste iniziative di alta specializzazione la Dermatologia dell’Ulss 12 - commenta il direttore generale Giuseppe Dal Ben - affronta una ‘malattia dei tempi moderni’, andando ad agire anche sui suoi importanti risvolti psicologici. Non più risposte evasive o sconsolate di fronte ad aspetti di cui il medico non sa intervenire; ma al contrario risposte strutturate in cui le specialità della medicina si integrano per curare al meglio, con particolari percorsi terapeutici che danno ogni anno una risposta a decine e decine di pazienti, realizzati attraverso collaborazioni che pongono la nostra Unità Operativa in prima linea, sia nello studio scientifico della patologia, sia nella diretta applicazione di questo studio al servizio dell’utente malato".

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