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Fisioterapista a domicilio: ecco lo smartphone per un consulto "live" con il fisiatra referente

L'iniziativa dell'Ulss 12 è attiva da qualche settimana nel territorio, e presto sarà implementato alla città storica e alle isole. È parte del progetto "Riadomus"

Uno smartphone nella valigetta del fisioterapista, per rimettere al centro l’utente in riabilitazione e i suoi familiari. "Quando visitano un utente disabile nel suo domicilio - spiega Alessandro Boccignone, Primario di Riabilitazione dell’Ulss 12 - i nostri fisioterapisti hanno in dotazione, da alcune settimane, uno smartphone dedicato, secondo il progetto ‘Riadomus’ proposto dal nostro fisiatra Giampietro Bonivento. Lo smartphone viene utilizzato dal fisioterapista, nell’abitazione del paziente, per farlo interloquire con gli altri soggetti coinvolti nell’assistenza, a cominciare dal medico fisiatra referente, che attraverso una videochiamata potrà parlare con l’utente, vederlo in volto, effettuare un vero e proprio video-consulto. Al dialogo possono partecipare anche i familiari e le persone che assistono il paziente, portando le loro esigenze e le loro osservazioni. È come se anche il medico fosse presente a domicilio ad ogni visita".

La condizione della persona disabile in riabilitazione a domicilio, che sia stata dimessa dall’ospedale o che sia stata segnalata dal medico di famiglia, è sempre una condizione estremamente complessa, di spaesamento, di molteplici domande a cui si fatica a ricevere risposte. "Si tratta di persone per le quali ogni spostamento costituisce un problema - sottolinea il direttore generale dell’Ulss 12 Giuseppe Dal Ben - Ora, con questo progetto, la visita del fisioterapista dotato di smartphone dedicato si trasforma in un’occasione di dialogo allargato, in cui interagiscono tutti i soggetti che assistono il paziente a domicilio. Vengono affrontate tutte le problematiche emergenti, comunicate direttamente al medico ma anche alla sede Distrettuale, senza che l’utente, o le persone che lo assistano siano obbligati a spostarsi per visite o adempimenti tecnici. Si riduce la richiesta di assistenza ospedaliera, si limitano gli spostamenti di persone spesso colpite da importanti disabilità".

"Attraverso questa strumentazione leggera e di immediato utilizzo - spiega ancora Boccignone - i nostri fisioterapisti possono realizzare, ad esempio, un filmato del degente per mostrarne al medico, anche in diretta, i progressi nella deambulazione, o possono riprendere cicatrici che richiedono attenzione, che vengono così viste in tempo reale dal medico". In altri casi realizzano un video degli ambienti, che permetta una valutazione immediata delle eventuali barriere presenti nell’abitazione: "Nella propria casa il paziente che effettua un trattamento riabilitativo - conclude Boccignone - spesso richiede un addestramento agli ausili già forniti (carrozzine, deambulatori, sollevatori, ecc.) e anche qui è utilissimo il dialogo ‘in video’ con il medico o con il Distretto, che attraverso queste tecnologie si fanno presenti in casa dell’utente e affrontano subito le difficoltà che emergono. Questo chiaramente non esclude che il fisiatra effettui dei controlli al domicilio dei pazienti, ma aiuta a far sì che questi avvengano solo quando sono realmente necessari".

Tutte le visite dei fisioterapisti nella terraferma veneziana, circa 250 ogni mese sul territorio, sono già realizzate da alcune settimane utilizzando gli smartphone e prevedendo, secondo i protocolli del progetto “Riadomus”, la disponibilità al collegamento in diretta del medico di riferimento e della struttura distrettuale. Il progetto è in fase di implementazione anche nella città storica e nelle isole.

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