Cellulare, dipendenza di giovani e bambini: "utilizzato 5-6 ore al giorno, anche la notte"

A rivelarlo un'indagine del Ser.D dell'Ulss 3 a Chioggia. Ad essere studiati, i casi di 440 studenti residenti in città, di età media sui 15 anni. Si tratta di un progetto iniziato 2 anni fa

Il primo cellulare? Quando si è ancora bambini, se va bene a dieci anni. E’ un dato di fatto che oggi tutti sono sempre più connessi, a qualsiasi ora e in qualsiasi posto, proprio grazie allo smartphone. Il problema è che sta diventando sempre più precoce e quindi problematica la voglia di connettersi: infatti, prima avviene l’utilizzo del cellulare e più rischiosa diventa la dipendenza. Perché di dipendenza si sta parlando e, come tale, può essere prevenuta, controllata e curata. Perché il telefonino in sé non fa male se il suo utilizzo è equilibrato. 

A Chioggia, il Ser.D dell'Ulss 3 insieme a Titoli Minori Cooperativa Sociale, in collaborazione col Comune e le Scuole di seconda superiore, ha avviato un progetto due anni fa, conclusosi recentemente, finalizzato proprio a fotografare il fenomeno dell’utilizzo improprio del cellulare e di internet tra i giovani. E come si è svolta l’indagine? "Abbiamo utilizzato dei test sull’uso dello smartphone e del social network Facebook validati dalla Università la Sapienza di Roma - ha spiegato il responsabile della Unità Operativa del Servizio delle Dipendenze del Distretto di Chioggia, il dottor Ermanno Margutti - su 440 studenti delle seconde scuole superiori del territorio clodiense, ragazzi e ragazze con una età media di 15 anni. Da un primo esame è subito emerso la differenza di approccio allo smartphone legato al genere: se i maschi lo usano prevalentemente per giocare, le femmine ci si affidano per relazionarsi. E una buona fetta di loro, cioè il 62,5%, il telefonino lo ha ricevuto in regalo quando era ancora alle elementari".

Lo studio evidenzia anche che il 44.5% dei ragazzi intervistati utilizzano lo smartphone più di 5-6 ore al giorno, mentre il 23.8% utilizza il computer più di 3-4 ore nell’arco di una giornata. Gli studenti hanno anche dichiarato quali sono le attività per le quali si connettono più frequentemente su internet: l’1% usufruisce del web per utilizzare l’email, il 12% per guardare film e video in streaming, il 6% per giocare online, il 7% per servirsi di programmi musicali, il 33% accede ad internet per utilizzare i social network, il 4% per fare ricerche didattiche e il 37% per utilizzare le chat. Infine, dalla indagine emerge che il 77% (318) dei ragazzi utilizza il telefono cellulare in orari notturni, l’89% (282) predilige gli sms (messaggi) e il 76% (240) utilizza dei social network dopo le 21:00. Infine il 95% (308) dei ragazzi si connette a delle chat in orari notturni e il 37% (116) effettua o riceve chiamate dopo le 21.

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"Il tema è quello dell’equilibrio - ha detto il direttore generale dell'Ulss 3 Giuseppe Dal Ben - sappiamo che oggi giorno il telefonino come il tablet sono mezzi di comunicazione importanti, soprattutto nel lavoro. Ma come ci insegnano i nostri esperti, basta farne un uso improprio, soprattutto da giovani, che uno strumento utile e valido può trasformarsi in una dipendenza e quindi in un problema. Facciamo quindi attenzione ai nostri giovani: posticipiamo il più possibile cellulari e internet e, quando non sarà più possibile negarli, insegniamo ai nostri figli un uso equilibrato che è fatto di piccoli accorgimenti, tra cui evitare di usare il telefono mentre si è a tavola con la famiglia che deve essere il più possibile un momento di dialogo e confronto".

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