Cronaca Zelarino / Via Don Federico Tosatto

Tamponi a pagamento, l'Ulss 3: «Ora diminuiranno. Non sono strada maestra, che resta il vaccino»

Ricoveri e contagi nel territorio dell'azienda Serenissima. «Da qui all'8 settembre 10 mila posti liberi per la vaccinazione». All via il piano sanitario per i prossimi mesi della pandemia. Pronti 30 provvedimenti di sospensione per sanitari "No vax"

«Da qui all'8 settembre sono liberi 10 mila posti per la vaccinazione». Una disponibilità che Ulss 3 sottolinea oggi, tornando a parlare di «responsabilità, in termini di sicurezza e sanità pubblica che è necessario assumersi attraverso la vaccinazione, senza cercare palliativi». Il dibattito sui tamponi a pagamento (che è una decisione della Regione), è incandescente, mentre il Veneto redige il piano di sanità pubblica per affrontare la pandemia da qui ai prossimi mesi. «In primis dobbiamo vaccinarci. Il tampone è uno strumento potente, l'offerta all'inizio è stata esplosiva per tracciare e contenere la sfuriata epidemica del Delta, ma non va abusato - esordisce il direttore generale di Ulss 3 Edgardo Contato - utilizzandolo come forma ripetuta di acquisizione del green pass».

Contagi e ricoveri

La situazione contagi, con un migliaio in questa Ulss, e i ricoveri, meno di una trentina di cui due in terapia intensiva e 4 in semintensiva, può dirsi «sotto controllo». «Non è partita l'esplosione dei positivi come si temeva con la variante Delta - commenta il dottor Luca Sbrogiò - l'area critica è molto bassa. Oggi superiamo i 750 mila vaccini in Ulss 3, 420 mila le persone che hanno ricevuto almeno una dose, con un balzo della coorte 12-19: sono i 2 mila ragazzi prenotati in questi ultimi giorni per essere in tempo per la ripresa della scuola che inizia il 13 settembre». 

Tamponi, quanto costano

«Proprio perché l'uso dei tamponi deve essere consapevole e sostenibile - hanno spiegato ancora Contato, il dottor Vittorio Selle e la dottoressa Francesca Ferraretto - anche nel nostro territorio viene introdotta una quota a carico dell'utente, secondo il tariffario fissato». Cioè a15 euro per chi ha 18 anni e più, a 8 euro per i minori, a 22 euro per i cittadini stranieri. L'Ulss 3 dà la possibilità di effettuare il pagamento online (a breve saranno forniti ai punti tampone anche i pos) e ricorda la collaborazione con le farmacie (99 quelle che hanno aderito al progetto su 196 di tutto il territorio Ulss 3) e con le realtà sanitarie private, convenzionate e non. I tamponi restano invece in modalità gratuita per le persone tracciate per indagini epidemiologiche, nel mondo delle strutture socio-sanitarie, nell'area legata alla disabilità, nei centri per minori, alla Caritas, in centri specifici con ipotesi di sviluppo incontrollato.

«Stiamo percorrendo l'ultimo miglio per arrivare al risultato - dice Contato - non vorrei fosse difficile da raggiungere, ci proveremo. Nei prossimi mesi le alleanze sul territorio verranno rimarcate, con i medici base, con cui in due giorni abbiamo vaccinato 4.500 persone a casa e oggi non abbiamo morti e anziani in terapia intensiva che rischiano al vita; con i sindaci. Lavoreremo con le Università - continua - e come siamo stati con il camper a Chioggia o al Mirano Summer festival raggiungeremo gli allenamenti di calcio, pallavolo, ecc. andremo dove serve per non lasciare indietro nessuno». E ribadisce sul tampone: «Non è un atto risolutivo ma ripetitivo. Quanto ci costa fare un tampone tre volte alla settimana? Sottrarre in maniera impropria risorse comporta che qualcuno paga le conseguenze, anche in termini di personale che deve essere dedicato e magari tolto ad  altri servizi. Penso ci sarà con il pagamento una caduta dei tamponi, molecolari e rapidi, e anche delle code di attesa per il pass verde. Spero vengano sostituiti con la vaccinazione». Ulss 3 prevede un aumento dei tamponi nel fine settimana di ferragosto. «Stiamo rafforzando i punti - dice Ferraretto - sperando che le persone si rivolgano alle farmacie. 

I ricoveri che interessano le persone vaccinate per Ulss 3 sono "da valutare" (si tratta di anziani e fragili che di fronte a un evento infettivo delle alte vie si scompensa facilmente). Sui ricoveri il 14% è vaccinato parzialmente, il 34% è vaccinato e il 52% è non vaccinato. «Non ci sono più forme così devastanti del virus come all'inizio - conclude Contato - Oggi possiamo intervenire con anticorpi monoclonali senza ricoverare. La parola chiave è assistenza a domicilio: se serve ossigeno lo somministriamo a casa». In ultima analisi, riguardo ai sanitari "No vax", «i reparti Covid paradossalmente sono in ogni caso i più sicuri perché la protezione è molto elevata - commenta il direttore dell'Ulss 3 - per chi non si vaccina, e anche perché i pazienti hanno già contratto il Covid, quindi per se stessi e gli altri. Abbiamo i risultati del primo screening fatto e mi sono arrivate le pratiche relative alla prima tranche di dipendenti che ho indirizzato all'ufficio Personale per provvedimenti di sospensione: una trentina. L'area addetta al Personale darà chiarimenti in termini di garanzia servizio pubblico».


 

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