Estate 2016, 21.660 accessi nei pronto soccorso del litorale. Picco a Bibione: +18%

Se si considerano anche gli ospedali dell'Ulss 10 di San Donà e Portogruaro, a cui afferiscono i casi più gravi, si sale a oltre 50mila accessi. Bramezza: "Eccellenza di servizio"

Dagli incidenti stradali a quelli domestici, dal morso di cane alle risse, dagli annegamenti ai turisti ubriachi: nell’estate 2016 il lavoro del personale impegnato nei pronto soccorso e nei punti di primo intervento del litorale afferente all’Ulss10 ha raggiunto il picco massimo di sempre: 21.660 accessi da maggio a settembre, che in realtà si sono concentrati tra luglio e metà settembre a causa del maltempo di inizio stagione. In termini di paragone con lo stesso periodo del 2015 le strutture di Jesolo e Caorle registrano un aumento del 2% di accessi, mentre a Bibione l’aumento è da record: + 18%.

A tracciare l’andamento dell’attività estiva sul fonte urgenze-emergenze, tra Bibione e Jesolo, a cui si aggiunge una non trascurabile affluenza da Cavallino-Treporti, è il direttore del dipartimento "Area Critica": "In estrema sintesi è stata un’estate eccezionale dal punto di vista lavorativo e dell’impegno profuso dal nostro personale - analizza il dottor Fabio Toffoletto - in particolare perché tutto si è concentrato praticamente in due mesi e mezzo di stagione estiva, con un’attività intensa sino a settembre inoltrato per effetto del  bel tempo. La gestione delle emergenze sul litorale ha funzionato egregiamente per la sua capacità di essere flessibile. Da un’attività invernale ridotta ogni anno cambia pelle per soddisfare quella caotica estiva, ossia migliaia e migliaia di interventi lungo 45 km di litorale di competenza, con zone poco accessibili come Vallevecchia, e un tratto di A4 caratterizzato da un elevato tasso di incidentalità, in particolare d’estate".

Più nel dettaglio, il pronto soccorso di Jesolo si conferma il più frequentato con 11.685 accessi, di cui 4729 traumatici. Tra questi, oltre agli incidenti da tempo libero in netta maggioranza, spiccano i 499 accessi per incidenti stradali,  670 per incidenti sul lavoro, 149 per violenza altrui e 36 per morso di cane. A seguire il PPI (Punto di primo intervento) di Bibione con l’impennata di accessi collegata molto probabilmente all’aumento delle presenze turistiche sul litorale: 5825 di cui 1798 traumatici, e tra essi emergono i 557 accessi per incidente domestico, 39 accessi per morso di cane e 43 per violenze altrui. Infine il PPI di Caorle che ha gestito 4150 accessi di cui 1285 traumatici; tra questi, oltre agli incidenti da tempo libero, si collocano nei più ricorrenti i 353 accessi per incidenti domestici,110 per incidenti stradali e 117 per incidenti sul lavoro, 11 per morso di cane.

La patologie in assoluto più trattate nelle strutture di emergenza del litorale sono quelle legate alle malattie cardiovascolari, come ad esempio causa di malori in acqua. Nella maggior parte dei casi si è trattato di turisti proventi dai paesi del nord Europa, già interessati e coscienti di avere tali patologie dovute all’età avanzata, ma poco "attenti" a proteggere il proprio stato di salute.

Se agli accessi delle strutture del litorale si aggiungono quelli registrati nei pronto soccorso ospedalieri di San Donà (17.980) e di Portogruaro (13.326) a cui afferiscono i casi più complessi dalle località balneari, l’attività estiva sale a 52.996 accessi. "L’organizzazione dell’urgenza emergenza ha dimostrato di poter assorbire, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, tutte le richieste provenienti da un ambito in cui vi è la più elevata concentrazione turistica del Veneto - commenta il dg dell’Ulss10, Carlo Bramezza - Se alla mole di attività estiva registrata nel 2016 si aggiungono servizi come la dialisi estiva, e attività volte a migliorare l’assistenza, come le moto soccorso, il personale interprete, il servizio di lingua dei segni per gli utenti sordi, la spiaggia di Nemo per i disabili e altri, posso affermare con la massima convinzione che l’attività estiva improntata da questa Azienda è una eccellenza del sistema sanitario veneto, con ricadute positive in primis sui turisti che si necessitano di cure mediche, ma anche al comparto turistico balneare".

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