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Una app per comunicare al mondo esterno, esperti a confronto sull'autismo

Sabato convegno allo IUSVE in cui si spiegheranno le caratteristiche di un'applicazione messa a punto da professionisti francesi che aiuta i ragazzi a comunicare la loro vita quotidiana

Potranno dare un punteggio da 1 a 10 al riposo notturno e al nervosismo giornaliero. Alle azioni più semplici come quella di sedersi a tavola a cena ma anche alle conquiste quotidiane più complicate come mantenere la concentrazione. Per farlo basteranno pochi click al giorno. Che permetteranno però ai dottori di seguire più facilmente i loro pazienti. Nasce con l'idea di migliorare e rendere continui i contatti tra le famiglie dei ragazzini autistici e i dipartimenti ospedalieri la App che verrà presentata da Olivier Bonnot, dell'università di Nantes, al convegno organizzato da IUSVE, l'istituto universitario salesiano di Venezia sabato e domenica nella sede della Gazzera in collaborazione con AEPEA (Association Européenne de Psychopathologie de l'Enfant et de l'Adolescent). L'appuntamento si inserisce all'interno della due giorni dedicata all'autismo che si aprirà domani sabato 9 alle 9.30 con i saluti del preside Arduino Salatin e dell'assessore alla Coesione sociale del Comune di Venezia Simone Venturini.

«La vita di queste persone è così complicata e intensa – spiega Olivier Bonnot, dell'università di Nantes, l'ideatore – che spesso le informazioni si perdono. Gli incontri tra i medici e le famiglie sono sporadici e non c'è un monitoraggio continuo». La app elaborata dal centro di ricerca francese invece permetterà ora di «segnare» gli eventi in un calendario online. La sperimentazione durerà sei mesi e coinvolgerà un centinaio di famiglie per poi essere estesa a un gruppo più ampio. «In un secondo step vorremmo creare una sorta di social network tra i genitori – spiega Bonnot – permettendo loro di scambiarsi informazioni preziose e di condividere preoccupazioni e domande».

Ma ad occuparsi di interazione nel weekend dello IUSVE dedicato all'autismo saranno anche altri esperti, da Bernard Golse, che dirige la struttura parigina dedicata ai bambini con questo problema che affronterà la questione puntando ai primi anni di vita passando per due tavole rotonde con psichiatri, psicologi e psicoanalisti delle Usl regionali e dell'Università di Padova.

Negli ultimi 10 anni infatti le diagnosi di autismo tra i ragazzini che frequentano la scuola dell'obbligo sono passate da 1 ogni 10mila studenti a 1 ogni 100. Un incremento notevole, al quale si affiancano anche problematiche sempre più diffuse nel mondo adolescenziale, che comprendono autolesionismo, difficoltà relazionali e in alcuni casi l'isolamento estremo come negli Hikikomori i cosiddetti «eremiti digitali», ragazzini che per settimane non escono dalla loro stanza e rimangono solamente connessi al mondo del web.

«Tutte queste sono per noi le sfide più impegnative – spiega Nicola Giacopini, direttore del dipartimento di Psicologia di Iusve – che dobbiamo e vogliamo affrontare fin da ora, certamente con studi, ricerche e trattamenti efficaci, ma ancor più con interventi preventivi ed educativi nella scuola, nella famiglia e nelle associazioni sociali».

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