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Unabomber, rinviata udienza per presunta manomissione lamierino

Per l'udienza in Corte d'Appello, a Venezia, si erano presentati sia il poliziotto accusato sia l'ingegnere a lungo indagato come bombarolo

E' stata rinviata al 30 maggio l'udienza in Corte d'appello a Venezia del processo a carico di Ezio Zernar, l'agente di polizia accusato di una presunta manomissione di un lamierino, reperto di un ordigno inesploso riconducibile a Unabomber. L'udienza odierna è stata rinviata per la malattia di un membro del collegio giudicante. Il processo a carico di Zernar è tornato davanti a una nuova sezione della corte d'appello su decisione della Cassazione che aveva annullato parte della sentenza di secondo grado di condanna dell'imputato a due anni di reclusione, con la sospensione della pena, e al pagamento di 200 mila euro per i danni alla parte civile, l'ingegnere friulano Elvo Zornitta a lungo indagato nelle indagini su Unabomber.

IN AULA - Per l'udienza in Corte d'Appello, a Venezia, si erano presentati, oltre a Zernar, accompagnato dal suo legale di fiducia Emanuele Fragasso, anche Zornitta, assistito da Maurizio Paniz. Punto centrale del rifacimento del processo, come ha scritto il giudice della Corte di Cassazione che ha respinto la sentenza d'Appello, il fatto che sarebbe stata viziata da "un profilo di travisamento della prova" in quanto non ha dato "adeguatamente conto del motivo per il quale l'eliminazione dell'escrescenza" dal lamierino "non possa essere conseguenza di un evento casuale". In pratica, la Cassazione sostiene che in appello - dove era stata confermata la sentenza di primo grado - non si siano tenuti conto degli elementi prodotti dai consulenti della difesa e come si siano sopravvalutati quelli dell'accusa. La difesa aveva sostenuto che il lamierino non era stato manomesso ma anche che questo era nella disponibilità di più persone e non del solo Zernar. La Cassazione, sul fronte dell'accusa, rileva tra l'altro come per valutare la modificazione del lamierino siano stati usati al meglio le tecniche disponibili. Tra queste, addirittura un confronto del lamierino prima e dopo la presunta manomissione, fatta al computer con Photoshop strumento del tutto inadeguato e privo di attendibilità scientifica. Tutti elementi che l'avv. Fragasso aveva portato a difesa davanti alla Suprema Corte. Quattro le domande poste dalla Cassazione alla Corte d'Appello veneziana: se l'ordigno sia stato confezionato utilizzando delle forbici, se abbia subito alterazioni ed eventualmente quali e se intenzionali o accidentali e se fossero state volute se siano state fatte con delle forbici. Le forbici in questione, di marca Valex, erano state trovate nella disponibilità di Zornitta che proprio per i riscontri tra lame e lamierino fatte da Zernar era stato indagato come presunto Unabomber per poi essere prosciolto da ogni accusa.

I COMMENTI - Elvo Zornitta, prosciolto dall'accusa di essere Unabomber, il bombarolo del nordest, "è una persona distrutta che non si vedrà mai risarcita del danno". Lo ha detto l'avvocato Maurizio Paniz, suo difensore di fiducia, giovedì subito dopo il rinvio, in Corte d'appello a Venezia della “ripetizione”, secondo disposizione della Cassazione, del processo ad Ezio Zernar il poliziotto accusato di aver incastrato costruendo una falsa prova il suo assistito. Per Paniz “Zornitta – presente giovedì in aula - è una persona che è stata travolta da un tir, è un ingegnere che non è più riuscito a trovare un lavoro degno delle sue professionalità e non vedrà mai quanto il Tribunale ha deciso come risarcimento perché l'imputato si è liberato di tutte le sue proprietà”. Sul fronte processuale e quindi in merito ai rilievi della Cassazione, Paniz non ha dubbi e ha “la massima fiducia nella magistratura”. Per quanto riguarda i rilievi della Suprema Corte, Paniz sottolinea come “sono del tutto superabili per rimanere sulla posizione del primo processo di Appello”. (ANSA)

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