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Unioni civili, le sindache leghiste fuori dal coro: a Musile di Piave sposate due donne

La notizia era passata in sordina. Ora torna a far discutere dopo che il sindaco di Oderzo rischia di essere messa alla porta dopo aver unito civilmente due uomini

Lega controcorrente. Due settimane fa il sindaco di Musile di Piave, Silvia Susanno, un po' in sordina, aveva celebrato la prima unione civile tra donne, Lucia e Beatrice, nella zona del basso Piave, da sempre fortemente legata al verde del Carroccio. Come riportano i quotidiani locali, la notizia è passata sotto traccia, e non ha creato scalpore, a differenza della prima unione tra due uomini celebrata ad Oderzo (Treviso), sempre da un sindaco leghista, Maria Scardellato. Che ha suscitato le ire di Salvini e che ora rischia seriamente l'esplusione dal partito.

Ma a Musile non sembrano esserci state particolari obiezioni "pubbliche", se non qualche critica. Inevitabile che in paese e in quelli confinanti se ne sia parlato, e soprattutto gli esponenti del Centrodestra che fanno riferimento a Forza Italia sembra che abbiano storto un po' il naso. Ora la decisione del sindaco è però ritornata sotto la lente d'ingrandimento, dopo che la sua collega opitergina è finita nell'occhio del ciclone. "Mi sono documentata - ha spiegato Susanno - Nella Lega si parla di obiezione e possibilità di delegare al vicesindaco, io mi sono voluta prendere le mie responsabilità".

Prima di decidere se officiare o meno l'unione, è stato convocato un direttivo, a cui ha presenziato anche il segretario di sezione Gianni Tamai, che ha dato mandato al sindaco di poter procedere. Quello che specifica il primo cittadino musilese è che si è trattato di un'unione non di un matrimonio, "che noi non vogliamo". Ma nel frattempo sono spuntate le dichiarazioni del segretario del Carroccio, Gianantonio Da Re, che ha assicurato che non era stato messo al corrente del fatto, se non che l'unione sarebbe stata celebrata da un funzionario dell'anagrafe.

Sulla questione interviene anche il sindaco di San Donà, Andrea Cereser, esprimendo solidarietà al primo cittadino musilense: «Un sindaco ha due grandi doveri da rispettare: il dovere verso la legge e il dovere verso i cittadini. E la collega sindaco di Musile Silvia Susanna, celebrando un’unione civile, li ha rispettati entrambi e non merita attacchi gratuiti per aver interpretato al meglio il proprio ruolo di rappresentante della sua comunità. La lealtà verso la propria parte politica è su un piano assolutamente distinto rispetto al dovere che si ha verso la legge e verso i cittadini, che è sempre prevalente». «Su questioni etiche è dovuto rispetto a chi ha opinioni diverse, e proprio per questo non si può pensare di imporre un proprio pensiero a chi deve applicare una legge – aggiunge Cereser – Trovo quindi completamente fuori luogo i tentativi di diktat da parte della Lega Veneta verso una persona che ha giurato sulla Costituzione Italiana di rispettare e far rispettare le leggi, e solo secondariamente è militante di un partito». «Al di là, quindi, delle divergenze politiche, esprimo la mia vicinanza alla collega sindaco di Musile Silvia Susanna, rinnovandole i miei auguri di buon lavoro» conclude Cereser.

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