Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Otto mesi tra carcere e domiciliari per violenza sessuale: 30enne assolto

M.D., imprenditore di nazionalità cinese, ieri è stato giudicato non colpevole dal Tribunale di Venezia. Il pm aveva chiesto cinque anni. Era stato accusato di aver molestato una bimba di 6 anni

Il Tribunale di Venezia

Assolto. Dopo cinque mesi di carcere e tre ai domiciliari. L'incubo giudiziario di M.D., imprenditore cinese 30enne residente nel trevigiano si è concluso ieri, quando i giudici del tribunale di Venezia lo hanno assolto dalla pesante accusa di violenza sessuale nei confronti di una minore. Il pubblico ministero aveva chiesto cinque anni di carcere. I giudicanti, però, hanno evidentemente ritenuto troppo debole il quadro accusatorio dell'accusa, propendendo per l'assoluzione.

La vicenda ha inizio il 5 giugno dell'anno scorso. L'imprenditore si trova nell'abitazione di amici a Valli di Chioggia. Una cena "numerosa": al tavolo infatti si siede una decina di persone, più le due figlie piccole, tra cui una di sei anni, del padrone di casa. Il pasto ha avuto una lunga coda alcolica, dopo che le due bambine erano andate a dormire già da un po' di tempo.

Tutti avrebbero alzato il gomito. A un certo punto, però, la festa viene fermata dai singhiozzi della bambina, che racconta che uno degli "amici di papà" era entrato nel buio della cameretta e l'avrebbe molestata. Una versione al tempo corroborata da un altro commensale che aveva dichiarato di aver visto M.D. entrare di soppiatto nella camera da letto.

Vista la situazione, per l'allora 29enne scattarono le manette. I carabinieri arrivarono nella casa di Valli di Chioggia e lo arrestarono, per poi trasferirlo nel carcere di Pordenone. L'imprenditore ha sempre gridato la propria colpevolezza, spiegando di non ricordarsi nulla di quella notte. Si arriva quindi al processo, in cui le prove raccolte dall'accusa perdono di peso. In primis la bambina, ascoltata dagli inquirenti durante le indagini preliminari in modo protetto, non si sarebbe ricordata niente. Gli esami medici avvenuti la stessa notte "incriminata" non avevano rilevato alcun segno che potesse indicare una violenza. Anche la versione del commensale che aveva dichiarato di aver visto l'imprenditore entrare nella camera da letto delle bimbe sarebbe stata considerata contraddittoria.


Visti tutti gli elementi presentati, i giudici hanno quindi deciso di rimettere in libertà il 30enne.

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