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Picchia il figlio della compagna e lo rincorre con un coltello a Marghera

Un 30enne tunisino lunedì ha seminato il panico tra via Bottenigo e via Villabona, dove ha rubato un pc dalla casa della fidanzata dell'aggredito

Rincorre il figlio della convivente con un grosso coltello per le strade di Marghera seminando il panico. Poi lo va a cercare a casa della fidanzata, rubandole già che c'era il computer portatile. Sono stati momenti molto concitati lunedì mattina nella zona tra via Trieste e via Villabona. Un 30enne tunisino, infatti, se la prende con la fidanzata verso le 7.30. Il figlio 25enne della donna prende naturalmente le difese della madre, subendo un pestaggio nella propria abitazione di via Case Nuove. A quel punto l'aggredito è scappato di corsa tentando di evitare ulteriori problemi, inseguito dal fidanzato della madre. Armato. Per questo motivo il 25enne si è rifugiato in un bar nelle vicinanze chiedendo aiuto.

L'aggressore, invece, per rintracciare il malcapitato, nel frattempo aveva raggiunto l'abitazione della sua fidanzata in via Villabona. Penetrando con le maniere forti: mandando in frantumi il vetro di una finestra al piano terra e mettendo piede nell'edificio. Nel frattempo, naturalmente, la centrale operativa della questura è stata tempestata di chiamate da parte di cittadini allarmati per quanto avevano appena visto: un uomo armato di un grosso coltello e decisamente su di giri.

Non contento di ciò che stava accadendo, il 30enne ha pure rubato una borsa rossa con all'interno un pc portatile alla fidanzata di colui che era diventato il suo obiettivo. Alla vista degli agenti delle volanti l'esagitato ha tentato di darsela a gambe gettando la refurtiva a terra, ma è stato subito bloccato. A quel punto la sua furia è stata rivolta verso i poliziotti, minacciandoli, cercando di colpirli ripetutamente e sputando nella loro direzione. Nelle vicinanze, a terra, è stato rinvenuto anche il coltello. Per il 30enne un arresto per rapina impropria, oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale, porto abusivo di oggetti atti all'offesa, falsa dichiarazione sulla propria identità. Per lui immediato il trasferimento in carcere.

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