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Porto Marghera "on stage" ai Giardini durante la Biennale di Architettura

La manifestazione è in programma dal 28 maggio al 27 novembre tra i Giardini e l’Arsenale: saranno esposte fotografie e progetti di architettura realizzati da giovani under 35

Porto Marghera sarà al centro di “Up! Marghera on stage”, le attività che verranno proposte all'interno del Padiglione Venezia durante la prossima Biennale architettura, in programma da sabato 28 maggio a domenica 27 novembre ai Giardini e all’Arsenale. A presentare il progetto sono stati martedì mattina il consigliere delegato all'Innovazione del Comune di Venezia, Luca Battistella, il commissario del padiglione Venezia, Madile Gambier, e i rappresentanti dello staff curatoriale, Anna Buzzanchi e Nicola Picco, presidente e segretario dell'Ordine degli architetti di Venezia.

Battistella ha ricordato l'importanza dell'area di Porto Marghera per il rilancio "non solo del territorio metropolitana di Venezia ma dell'intero Paese, immaginandola come luogo ideale per la nascita di una 'nuova Manhattan', sviluppata in altezza. La partecipazione alla Biennale architettura, il cui titolo quest'anno è 'Reporting from the front', sarà un'occasione importante per raccontare al mondo le potenzialità di un'area che è urgente rivitalizzare e far ripartire, un'opportunità preziosa per mostrare cosa siamo e cosa possiamo diventare”.

Nel Padiglione troveranno spazio rappresentazioni del presente e del futuro del polo industriale di Marghera: alle fotografie dei 9 giovani fotografi coinvolti nel progetto si accosteranno i progetti di architettura per il rilancio dell'area realizzati da giovani architetti under 35 segnalati dall'Ordine degli architetti di Venezia. Un'importante vetrina per far conoscere le realtà lavorative già esistenti e ben radicate di quest'area urbana e insieme offrire nuovi stimoli per attrarne di nuove. Al dibattito e al confronto sul tema della rigenerazione urbana, della città metropolitana e della proiezione del suo possibile futuro saranno invece dedicate le due salette laterali del Padiglione.

“Un progetto doppiamente partecipato – ha aggiunto Gambier – sia perché la curatela del Padiglione non è stata affidata a una singola persona ma a uno staff, stimolando così la ricerca di soluzioni condivise, sia per la particolare attenzione ai giovani professionisti, coinvolti attivamente nel rappresentare lo stato attuale dell'area e nell'immaginare scenari futuri di rinascita”.

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