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Ulss 3, i medici "chiudono" due giorni gli ambulatori per vaccinare a domicilio i grandi anziani allettati

Sono gli unici che mancano tra gli over 80, tolti quelli che hanno dato un rifiuto esplicito e gli introvabili. Chiuso questa mattina l'accordo tra azienda e sindacati

Siamo in dirittura d'arrivo. Dopo la tre giorni non stop del fine settimana, mercoledì e giovedì si chiuderanno le vaccinazioni degli over 80. Allo scopo, è stato siglato questa mattina un accordo tra Ulss 3 e sindacati (Snam, Smi, Fimmg), che porterà i medici di medicina generale a somministrare a domicilio le dosi di vaccino ai grandi anziani con disabilità o problemi di deambulazione. Quelli, per intendersi, che non hanno potuto presentarsi tra venerdì e domenica nei centri dedicati per la vaccinazione ad accesso libero. Una volta terminata questa pratica, con i vaccini effettivamente disponibili, si potrà aggredire la fascia di popolazione tra i 70 e 79 anni e continuare con l'immunizzazione dei disabili (manca il 46,3% del totale) e dei fragili (il 55,3%).

Due giorni di vaccinazioni a domicilio

Il 21 e 22 aprile, quindi, i medici di base si recheranno nelle farmacie delle proprie divisioni distrettuali dove ritireranno le dosi e il kit di emergenza, prima di andare casa per casa a somministrare il siero a circa 3500 persone. Come spiegato oggi in conferenza stampa, si tratta del numero finale, già ripulito di tutti gli ultraottantenni che rifiutano esplicitamente la vaccinazione o che si sono trasferiti fuori dal territorio di competenza dell'azienda sanitaria. Sono stati i medici di base (il 98% del totale), nei giorni scorsi, a segnalare per via informatica all'azienda i pazienti da inserire all'interno delle liste per la vaccinazione a domicilio. Tra quattro settimane, con le stesse modalità, sono previsti due giorni per i richiami.

Dei 380 medici di medicina generale dell'Ulss 3, ad oggi sono circa 60 quelli che non hanno ancora aderito all'iniziativa: una parte non è iscritta a sindacati e sarà informata sulle modalità con un webinar previsto questa sera, quindi la fetta dovrebbe restringersi. Mercoledì e giovedì, per vaccinare in modo capillare, l'attività ambulatoriale sarà sospesa e affidata alla continuità assistenziale nel caso di situazioni urgenti.

«Il nostro ruolo di medici di medicina generale, la capillarità nel territorio, la conoscenza dei nostri pazienti e delle loro problematiche, - spiegano i sindacati - ci identificano come protagonisti di questa vaccinazione. Mettiamo in atto questo progetto che crediamo sia molto importante per arrivare a quei pazienti a cui sarebbe difficile la vaccinazione».

I numeri del fine settimana

Intanto, nel corso della tre giorni non stop terminata ieri sono stati vaccinati 2801 over 80, 1618 dei quali con appuntamento e 1183 presentatisi nei centri vaccinali senza prenotazione. Chi non ha aderito, è stato sostituito dai pazienti fragili (1706 in tutto). Dei 56.763 over 80 residenti nel territorio della Serenissima, sono 44.006 ad aver ricevuto almeno una dose di vaccino, circa il 78%. Con i 3711 pazienti a domicilio si arriverà all'84%. Sommando i dissensi espliciti - 1535 ad oggi, circa il 3% del totale - e una quota di positivi recenti al virus che non viene vaccinato subito, si arriva alla soglia dell'88%.

Restano fuori 6582 persone, il 12% della categoria, tra i quali figurano anche anziani domiciliati in altri territori. Per chi non ha ancora risposto alla chiamata, ad ogni modo, ci sarà un ultimo tentativo: sono state preparate delle lettere che saranno inviate nei prossimi giorni, nelle quali si invitano gli anziani a presentarsi in uno qualunque degli hub di riferimento senza necessità di prenotazione. Si tratta, di fatto, di un ultimo estremo tentativo di convincere quella parte di popolazione ancora riottosa all'idea di sottoporsi alla vaccinazione.

Vaccini disponibili

Sul fronte del magazzino, invece, c'è ancora grande carenza. Sono arrivate dopo alcune settimane 5mila dosi di Moderna, che saranno in gran parte accantonate per garantire i richiami, e si attendono altre 17mila dosi di Pfizer, l'unica azienda in grado di rispettare i termini delle forniture. Non ci sono ancora indicazioni certe su AstraZeneca, invece, che potrebbe consegnare solo 5mila dosi entro la fine della settimana in corso. Si tratta di numeri molto esegui, se si pensa da una parte alla necessità di riservare sempre una quota delle forniture per i richiami e dall'altra la possibilità, nel solo territorio dell'Ulss 3, di vaccinare fino a 6mila persone al giorno. Una quota che potrebbe anche essere maggiore, quando sarà pronta l'area per vaccini drive in nel parcheggio scambiatore della stazione Porta Ovest di Oriago (entro sabato si dovrebbe terminare l'allestimento).

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