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I vaccini che sta trattando il Veneto sono di Pfizer

L'ha spiegato Zaia ieri sera a "Porta a Porta", dopo che nei giorni scorsi non si era scucito nei consueti punti stampa

Sono di Pfizer le dosi di vaccino anti covid che il Veneto sta trattando in questi giorni dopo aver ricevuto delle offerte per quantitativi importanti di dosi sul mercato parallelo. Dopo aver tergiversato nei giorni scorsi in conferenza stampa, l'ha annunciato ieri sera il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ospite al programma di Bruno Vespa "Porta a Porta".

«Offerte ne sono arrivate molte - ha spiegato il governatore in seconda serata - sono state selezionate, due in particolare si sono trasformate in due proposte contrattuali, da 12 milioni e 15 milioni di dose vaccino. Queste sono Pfizer, a prezzi in linea con il mercato». Come spiegato nel punto stampa di ieri, ora la Regione ha contattato Aifa, il 3 febbraio e ha avuto indicazione di parlarne direttamente con il commissario speciale Domenico Arcuri, che ora sta interloquendo con il direttore generale della Sanità veneta Luciano Flor. «Il commissario - ha detto Zaia - non si è meravigliato, e mi ha chiesto, prima di iniziare ogni ragionamento, di farci dare dagli intermediari i codici dei lotti, per andare a capire rispetto alla casa madre se ci siamo con l'offerta».

«Qualora ci fosse confermata la fornitura per 27 milioni di dosi, il Paese non può girarsi dall'altra parte. - aveva detto ieri il presidente - Flor sta facendo una verifica formale sui lotti, ma questo non è fare politica: abbiamo 4 milioni di veneti che potrebbero chiedere di essere vaccinati, (gli under 16 sono esclusi, ndr) ed è solo questo ciò che ora conta». Al momento gli Stati membri dell'Unione europea hanno un vincolo contrattuale di non comprare fuori dall'ombrello europeo, ma non le Regioni. «Loro sono legate all'autorizzazione nazionale - ha sottolineato Zaia - e per questo abbiamo chiesto l'autorizzazione ad Aifa».

Una strada potrebbe vedere le Regioni far fronte comune nell'acquisto delle dosi di vaccino trovate dal Veneto, o potrebbe esser la Regione stessa ad acquistarle e poi distribuirle, tenendosi  quelle necessarie per soddisfare il fabbisogno interno. Comunque difficilmente quantificabile allo stato attuale. È indispensabile anche trovare un equilibrio con la capacità vaccinale, perché c'è una questione di tempi: «Sarebbe assurdo - ha aggiunto il governatore - lasciare in magazzino milioni di dosi».

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