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Cronaca

Ulss 4, l'87% degli over 80 ha avuto la prima dose di vaccino. Ma adesso si frena

Ieri l'azienda sanitaria ha raggiunto il proprio record di somministrazioni giornaliere. Ma i rifornimenti arrivano a rilento e alcune sedute dei prossimi giorni sono state riprogrammate

L'adesione è alta, così come la capacità di vaccinare in massa gli utenti. Al solito, il problema sono i rifornimenti che arrivano a rilento. Nel Veneto orientale, territorio di competenza della Ulss 4, è stata raggiunta quota 87% di copertura degli ultraottantenni con la prima dose del vaccino anti Covid, mentre il 29% di questa fascia ha già ricevuto anche la seconda dose. Procedono anche la campagna riservata alla fascia dei 70-79enni (copertura al 39%) e quella dedicata a soggetti disabili e vulnerabili.

«Ormai sul piano delle vaccinazioni la Ulss è a regime - ha spiegato il dg Mauro Filippi -. Ieri, anche con la collaborazione dei medici di base, abbiamo somministrato 2158 dosi in un giorno. Oggi è in partenza un gruppo di mmg anche a Jesolo e nei prossimi giorni saranno attivati dei drive-in sul territorio». Purtroppo, però, questo trend sta già per esaurirsi: «Rallenteremo perché le forniture saranno in contrazione e non potremo più garantire questi livelli», ha spiegato Filippi. I ritardatari sono soprattutto gli AstraZeneca, mentre Pfizer ha inviato con una certa regolarità: circa 4600 ogni settimana all'Ulss 4. «Mancano 14 mila settantenni da vaccinare - ha puntualizzato Anna Pupo, direttrice del dipartimento prevenzione Ulss 4 - Potremmo concluderli entro due settimane con il contributo dei medici di base, forniture permettendo».

Rsa Monumento ai Caduti: il focolaio e il caso di due operatori "no vax"

Il punto stampa di venerdì mattina è stato anche occasione per un aggiornamento su un recente focolaio individuato nella casa di riposo "Monumento ai Caduti" di San Donà di Piave. Nella struttura, ha spiegato l'Ulss 4, è stato rilevato nei giorni scorsi un alto numero di ospiti (40) e operatori (una ventina) «debolmente positivi al tampone, che andavano verificati»: dopo ulteriori accertamenti, «oggi risultano 16 ospiti e 14 operatori positivi, tutti asintomatici». Segnale che, come spiegato dalla dottoressa Pupo, «una volta che si è vaccinati si è coperti: il virus può ancora presentarsi ma in maniera residua».

Il "caso" della Monumento ai Caduti era emerso anche perché è risultato che alcuni degli operatori sanitari che vi lavorano non si sono sottoposti al vaccino. Il dg Filippi ha specificato che «dei 14 operatori positivi ce ne sono 12 non vaccinati, di cui 10 solo perché si erano ammalati di Covid in precedenza e quindi devono aspettare 90 giorni prima di potersi vaccinare». Restano due "no vax". «Per loro - è stato spiegato - si applica il recente decreto legge in materia, che stabilisce che la vaccinazione degli operatori sanitari è un requisito essenziale per svolgere il lavoro. Complessivamente vediamo che anche chi inizialmente aveva mostrato incertezze sta decidendo di sottoporsi al vaccino. Per gli altri, il decreto prevede che chi rinuncia sia demansionato in una posizione in cui non possa contribuire alla diffusione del contagio; se questo non è possibile, è prevista la sospensione».

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