Cronaca

Per salvarlo dal tracollo il Vega sarà diviso in due, parola di Orsoni

otto milioni di debiti pesano sulle spalle del polo scientifico e industriale di Venezia, che dovrà diventare il centro tecnologico della città metropolitana

Per salvare il Vega interviene il Comune di Venezia, socio di maggioranza al 37 per cento e pronto a dividere la società in due distinte realtà allo scopo di preservare l'unica attività industriale della terraferma. Una delle due società così create si occuperà di innovazione, l'altra di immobili, e insieme dovranno divenire il parco scientifico e tecnologico della futura città metropolitana. Ma perché il progetto riesca sarà prima necessario mettere mano al portafogli.

INDEBITATO – Il Vega, infatti, come riporta il Gazzettino, risulta indebitato per circa otto milioni di euro con le banche, e i finanziamenti sono quindi ormai blindatissimi. Per risolvere la situazione il sindaco Giorgio Orsoni, nel corso di una riunione di Giunta avvenuta venerdì, ha deciso di mettere mano ai fondi della società, che ammontano a circa 15 milioni. Spezzato in due e con un patrimonio dimezzato, il Vega potrebbe non sopravvivere ad un'altra grave mareggiata, ma intanto si potrebbe tirare fuori dalle turbolente acque in cui si trova già da toppo tempo. Il 28 giugno si terrà l’assemblea dei soci e quasi sicuramente la soluzione del sindaco sarà approvata da tutti i soci dal momento che, oltre al Comune, che detiene il 37,3 per cento, nella compagine societaria ci sono Syndial con il 18,4 e Veneto Innovazione della Regione con il 17 per cento. Orsoni ha informato i suoi assessori che la Regione è d’accordo con questa ristrutturazione di Vega e Comune e Regione hanno tutti i numeri per decidere da soli.

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