Vandali contro il "gabbiotto", nella notte tagliati i cavi di ancoraggio

Sconosciuti i motivi del gesto, non si esclude che si tratti di un cittadino "scontento" per l'apparizione della struttura in piazza San Marco

Il "gabbiotto" di piazza San Marco (foto di Giorgio Mastinu)

Dopo le polemiche, le critiche e le accuse di concorrenza sleale contro il famigerato “Venezia official store” installato dal Comune sotto al campanile di piazza San Marco, qualcuno nella notte tra domenica e lunedì ha deciso di passare all'azione e ha compiuto il suo personale gesto di “disapprovazione” verso il tanto contestato negozio di biglietti e souvenir.

"VENEZIA OFFICIAL STORE": Biglietti e souvenir ai piedi del campanile

LE POLEMICHE: I cittadini insorgono contro il "gabbiotto"

ATTO VANDALICO – Questa mattina, quando il personale del “gabbiotto” è entrato in servizio, ha infatti scoperto che durante le ore notturne qualcuno aveva tagliato di netto i cavi di ancoraggio della struttura. Nei giorni scorsi, a causa dell'acqua alta fuori stagione che ha invaso il centro storico, lo store della piazza è stato infatti bloccato con dei pesi al terreno, per evitare che la marea lo “portasse via” durante la notte. I cavi che legano la struttura in alluminio ai pesi erano stati lacerati e sono dovuti essere cambiati. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine, che stanno tutt'ora cercando di identificare il responsabile. Ancora non si sa se il gesto sia stato dettato da una semplice voglia di causare danni o se si tratti di una feroce contestazione alla struttura.

PRIMA SOLUZIONE: Cambiare il look allo stand

LA DENUNCIA DEL FAI: Il "gabbiotto" va tolto subito

SU INTERNET - Sul web sono almeno 13mila i veneziani che hanno firmato per “cacciare via il gabbiotto” da San Marco. Su Fecebook non si contano più i numeri degli iscritti al gruppo "NoGabb Venezia", e da questa mattina, quando si è diffusa la notiza dell'atto vandalico, sulla pagina si sprecano commenti ironici e fotomontaggi che mostrano "metodi di ancoraggio alternativi": dalle bricole attaccate all'alluminio a giganteschi tubetti di Attack. La prima segnalazione dell'atto vandalico era stata fatta proprio sulla pagina del social network, dove il direttore generale del Comune Marco Agostini aveva reso noto l'accaduto con un post, subito tempestato di risposte sardoniche, compresa la proposta di "chiamare subito quelli di C.S.I.".

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