menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Vandali alla chiesa di San Francesco della Vigna: urina sull'altare, denuncia del parroco

Il fatto la settimana scorsa: la cappella sarebbe stata ridotta a latrina per due volte, sporcata anche la tovaglia dell'altare. A pochi metri si trova una preziosa opera del Bellini

Uno o più incivili entrano in chiesa e la lordano senza rispetto. È successo nei giorni scorsi, quando degli sconosciuti si sono introdotti per due volte nella cappella del convento di San Francesco della Vigna, a Venezia, in cui si trova un’opera del Bellini. Risultato: il pavimento ridotto a latrina, la tovaglia dell'altare sporcata. A rendere noti i due episodi, come riporta Il Gazzettino, è stato il parroco Sebastiano Simonitto, che al termine della messa di domenica ha rivolto un invito ai fedeli a controllare con maggiore attenzione l’edificio sacro.

La cappella accoglie il dipinto “La Vergine con il bambino” realizzato dal Bellini nel 1507. Frate Simonitto non sa spiegarsi l’accaduto. "Stavo tornando da un incontro e percorrendo il corridoio ho sentito un odore strano - racconta - Poi la scoperta. I barboni sanno che a fianco della cappella c’è un bagno – spiega – ma non mi sentirei neppure di dire con certezza che si tratta di un atto a sfondo religioso. Anzi spero proprio che non lo sia, anche se il fatto resta inquietante".

Non è la prima volta che una chiesa veneziana diventa bersaglio di episodi vandalici. Il 12 luglio scorso un giovane di origini marocchine entrò nella chiesa di San Geremia e si scagliò contro un crocifisso ligneo settecentesco, danneggiandolo gravemente. La chiesa di San Francesco della Vigna è situata in campo San Francesco della Vigna, nel sestiere di Castello. L’attuale edificio, cominciato da Jacopo Sansovino nel 1534, è una delle più belle chiese rinascimentali di Venezia. Costruita per i francescani, venne completata nel 1554. Fu poi affidata ad Andrea Palladio, dieci anni più tardi, la costruzione della grandiosa facciata (1564). Garanzia della nobiltà veneziana le due cappelle laterali, che divennero poi cappelle funerarie delle famiglie che avevano costituito un fondo per la sua costruzione.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

L'agriturismo di Jesolo in cui sono allevati 200 struzzi

Attualità

La Casa dei Tre Oci va al gruppo Berggruen Institute

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • social

    Perché San Valentino è la festa degli innamorati?

Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento