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I "Giracittà" non convincono, le polemiche arrivano a Ca' Farsetti

In Consiglio comunale sono in molti a pretendere seri rimaneggiamenti nell'orario primaverile Actv, entrato in vigore da una settimana

Dai mugugni dei cittadini alle lamentele su facebook, dallo sciopero Actv alle proteste in Consiglio comunale: i nuovi vaporetti “Giracittà”, quelli che circolano al di fuori del Canal Grande collegando il centro storico alle isole, continuano a non convincere Venezia. Come riportano i quotidiani locali, infatti, la polemica sugli orari primaverili, entrati in vigore appena una settimana fa, è esplosa come una bomba nelle sale di Ca' Farsetti.

MENO CORSE – Inutile il tentativo dell'assessore alla Mobilità Ugo Bergamo, che ha chiesto più tempo per raccogliere i dati, rifiutandosi inizialmente di ascoltare le critiche prima di avere in mano i risultati di almeno due settimane di navigazione: anche lui, alle fine, ha dovuto sedersi al tavolo del confronto, seguendo l'esempio dello stesso sindaco Giorgio Orsoni, che dal canto suo ha chiesto “una relazione approfondita” per capire quali siano le problematiche più stringenti. Le risposte alla domanda indiretta del primo cittadino, comunque, non si sono fatte attendere: Renato Boraso e Sebastiano Costalonga, dall'opposizione, raccolgono già firme contro la sperimentazione Actv da tempo e, mentre il Pd cittadino chiede di vedere i primi dati per poi decidere il da farsi, Sebastiano Bonzio, della Sinistra, sottolinea come da tempo avesse messo in guardia l'amministrazione dal peggioramento del servizio, senza però venire mai ascoltato; dal Gruppo Misto Renzo Scarpa porta a sostegno delle sue idee i numeri, spiegando come le corse nel complesso aumentino, ma le fermate diminuiscano, mentre aumentano le tipologìe di servizio e il tipo di orari, da 6 a 15, e ancora i Giracittà diminuiscono del 30 per cento.

I PROBLEMI – Intanto la rabbia monta tra i cittadini, che lamentano come da Sant’Alvise, Madonna dell’Orto, Celestia e San Pietro di Castello per prendere un vaporetto che conduca al Lido o a Sant'Elena sia necessario attendere 30 minuti all'imbarcadero; stesso problema anche dal rio di Cannaregio verso le fondamente Nuove o la Giudecca. All'Arsenale e ai Giardini, invece, i lavoratori tanto della Biennale quanto dello stesso museo navale chiedono maggiore frequenza nelle corse (e parlando di due punti di interesse turistico così distanti da piazzale Roma la richiesta diventa ancora più urgente). I cittadini con abbonamento annuale, nel frattempo, si stanno sollevando, chiedendo indietro i loro soldi e minacciando boicottaggi, mentre su internet si moltiplicano le segnalazioni di disservizi e attese interminabili. Qualcuno punta il dito sulla prima domenica a “sperimentazione avviata”, sottolineando come ci sia stata tanta confusione, vaporetti sovraffollati e caos agli imbarcaderi, con linee (rinforzate) che partivano deserte e altre cariche all'inverosimile, ma va anche ricordato che si trattava di una domenica ecologica, con il blocco delle imbarcazioni a motore, quindi una maggiore richiesta sui mezzi era immaginabile. L'appuntamento è per lunedì a Ca' Farsetti, dove l'amministrazione si risiederà attorno ad un tavolo per valutare attentamente tutto il quadro.

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