Piano per costruire la casa dei figli: una variante per sostenere la residenzialità

Trasferire una parte della famiglia nella cintura urbana. Un cambio di destinazione d'uso di terreni agricoli, non utilizzati, lo rende possibile: 65 le domande accolte per ripopolare il Comune

Panoramica Venezia, archivio

Abitare a Venezia. Per tanti, proprietari di lotti di terreno agricolo nell'hinterland, un desiderio rimasto irrealizzato, anche per via dei costi proibitivi, che li hanno portati a ripiegare verso Comuni limitrofi, Spinea, Marcon, Martellago. Per altri un'esigenza, legata magari alla necessità di ricongiungersi ai parenti. Per l'amministrazione veneziana incentivare la residenzialità è un "must". Quasi 600 le proposte presentate nel piano degli interventi del 2016. Ad oggi sono 130 le domande esaminate e 65 i progetti accolti. «Con uno strumento urbanistico - spiega l'assessore Massimiliano De Martin alla Carbonifera, mercoledì - la variante 45 al piano degli interventi, c'è la possibilità di costruire case nel tessuto agrario ai confini dell'area "grigia" della mappa, che è la parte consolidata del piano urbanistico (sotto: mappa degli interventi per aree del Comune di Venezia).

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Delle 65 domande accettate, per 800 metri cubi al massimo ciascuno (circa 270 metri quadrati a immobile), 30 riguardano la Municipalità di Chirignago Zelarino (15 Chirignago, 6 Zelarino, 5 Asseggiano, 4 Trivignano), 19 quella di Favaro (16 Favaro e 3 Campalto), 9 quella di Mestre (7 Mestre e 2 Carpenedo), 7 quella di Marghera (5 Marghera e 2 Ca' Sabbioni).

Vincoli

Per poter edificare, in relazione al bando, bisogna trasferire nel Comune di Venezia la residenza, appena dopo il rilascio della concessione per l'inizio dei lavori, e per 5 anni non è possibile vendere. «Il bando è rivolto a persone fisiche, non ad agenzie immobiliari - precisa De Martin - l'obiettivo non è speculare. I lavori devono iniziare entro sei mesi dal rilascio del permesso, che occorre comunque aver richiesto, perché l'iter non è automatico». «Saranno villette di due piani al massimo - dice il direttore del settore Sviluppo del territorio del Comune di Venezia, Danilo Gerotto, anche lui alla presentazione della variante - bifamiliari o trifamiliari. Costruzioni che - dice Gerotto - al di là di una politica intensiva dello sviluppo della residenza, rilanciano l'edilizia, anche se privata». (L'intervista all'assessore Massimiliano De Martin).

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Il suolo e la destinazione d'uso

De Martin chiarisce subito anche la questione del consumo di suolo. «Sono - dice - i nostri - riferendosi al Comune - primi 5 ettari, sui 250 consumabili che abbiamo a disposizione fino al 2050. Quindi ce lo possiamo permettere per accontentare una domanda arrivata dai cittadini - e aggiunge - occorre fare una variante sui terreni agricoli, che di fatto non hanno più valenza di conduzione agraria - che con un cambio di destinazione d'uso diventano residenziali. Ma il principio è che se l'opera non viene realizzata nei tempi prescritti, cioè entro 3 anni, il terreno torna a essere agricolo». Tra le zone non c'è Mestre. «Avremmo voluto includere un'area in centro ma aveva un vincolo di non edificabilità perpetuo», precisa l'assessore. Mentre su Pellestrina e Burano l'amministrazione si sta muovendo nella stessa direzione, quella di ricavare aree residenziali, come nel caso di Sant'Erasmo.

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Tempi

«Un passo importante - afferma la presidente della commissione urbanistica Lorenza Lavini, assieme a De Martin e Gerotto - c’era un fermento abitativo, abbiamo ascoltato il territorio. Ora dobbiamo attendere il parere della commissione regionale Vas (Valutazione ambientale strategica), poi arriverà una prima lettura, a circa un mese, per fine ottobre o ai primi di novembre, e in 60 giorni puntiamo ad avere la pubblicazione, per tornare a febbraio o marzo in Consiglio per l'approvazione. Insomma, prima della fine del mandato, daremo risposta alle 65 richieste». Per quanto riguarda i criteri dei fabbricati, la classe energetica, ecc., saranno quelli definiti dal piano regolatore. «È finito il tempo dei piani urbanistici calati dall'alto con le cubature assegnate - concludono De Martin e Gerotto - occorre saper rispondere ai bisogni reali, per questo abbiamo fatto negli anni tante varianti urbanistiche. Lo abbiamo pensato anche per le attività produttive, come la Metalrecycling, azienda di recupero dei metalli controllata da Eco-Ricicli Veritas. La necessità dell'impresa è quella di incrementare addetti e volume. Occorre una variante, con una modifica mirata e precisa, perché non farlo, dove è possibile farlo?».

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