Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Trovata nel territorio Ulss 3 la variante inglese: il lavoro dell'azienda sanitaria

La conferma dall'Istituto Zooprofilattico. «Non è un virus diverso. C'è una differenza nella trasmissibilità del contagio. I sanitari applicano protocolli più stringenti»

Covid, tampone. Foto di archivio

Ceppi e varianti Covid: il Veneto ha messo in atto monitoraggi e sequenziamenti del virus attraverso le aziende sanitarie e l'Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

I casi

L'Ulss 3, al lavoro per contribuire a questa indagine scientifica, si avvale dell'attività di monitoraggio e ricerca dei laboratori di microbiologia e dei Servizi di igiene e sanità pubblica. «Si lavora per sequenziare campioni selezionati casualmente sui vari territori - spiega il direttore del dipartimento di prevenzione dell'Ulss 3, Luca Sbrogiò -. L'analisi che si sta svolgendo a partire da questa selezione di tamponi molecolari presta un'attenzione particolare ad alcune categorie: i casi di reinfezione e gli individui infettati anche se già vaccinati, i pazienti immunocompromessi positivi ricoverati a lungo, gli individui in arrivo da Paesi con alta incidenza di varianti Sars-CoV-2 o provenienti da aree in cui si registra un aumento dei casi o cambiamento nella trasmissibilità e nella virulenza. In particolare, l'Istituto superiore di sanità (Iss) ha chiesto ai laboratori sui territori di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus per individuare la presenza della variante inglese, poi della variante brasiliana e, se necessario, anche quella sudafricana». 

Dentro questo sistema di analisi e di monitoraggio anche il Laboratorio dell'Ulss 3 Serenissima invia settimanalmente all'Istituto zooprofilattico del Veneto una serie di tamponi positivi selezionati secondo i criteri indicati, a cui si aggiungono quelli che, come da indicazioni dell'Iss, sono oggetto di specifica attenzione e verifica. La conferma della presenza di varianti arriva poi dalle analisi effettuate dall'Istituto zooprofilattico, il quale ha già restituito all'azienda sanitaria veneziana, inserendoli nella ricerca più vasta, informazioni riguardanti casi di variante inglese registratisi nel territorio dell'Ulss 3. 

Trasmissibilità

Anche se l'individuazione della variante inglese comporta un supplemento di monitoraggio, non mutano invece le indicazioni cliniche. «Risultare positivi a una variante - spiega Sbrogiò - non significa al momento essere affetti da una patologia diversa, né per quanto riguarda le conseguenze cliniche né per quanto riguarda gli interventi terapeutici. Le varianti, e in particolare la variante inglese, evidenziano piuttosto una differenza nella trasmissibilità del contagio. Ed è per questo che a fronte dell'individuazione di pazienti colpiti da variante, i sanitari del Sisp (Servizio igiene e sanità pubblica) attuano protocolli di monitoraggio più stringenti, nel segno di una ancor maggior prudenza quanto alla possibile diffusione del virus».

Il monitoraggio più stretto

Di fronte ai casi di variante inglese, ad esempio, si allarga lo spettro dell'indagine epidemiologica per individuare i contatti, anche aumentando l'indagine dalle consuete 48 ore fino a 14 giorni, si eseguono tamponi di monitoraggio con una tempistica diversa e più ampia, che aumenta il periodo in cui il contagiato è mantenuto sotto controllo e allo stesso modo anche la quarantena dei contatti non si interrompe al decimo giorno ma prosegue fino al al quattordicesimo. Infine, le persone in cui si evidenzia una positività dovuta alla variante inglese, vengono invitate ad osservare con il massimo rigore le misure di distanziamento e le regole relative all'uso dei dispositivi di protezione, rese ancora più stringenti proprio dalla maggior virulenza.

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