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Il Veneto sarà ancora in area arancione da domani: cosa si può fare e cosa no

Nella bozza del nuovo Dpcm sono confermati il coprifuoco dalle 22 alle 5, la stretta sui locali con divieto di asporto dopo le 18 e il divieto allo spostamento tra Regioni

Le ultime modifiche al Dpcm valido dal 16 gennaio sono state illustrate ieri dall'esecutivo nella riunione con Regioni, Comuni e province, precedute da una premessa del ministro della Salute Roberto Speranza: «la situazione non può essere sottovalutata, lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova, forte ondata».

Come spiega l'agenzia Ansa, non ci saranno passi indietro e saranno rinnovate tutte le misure già in vigore, come:

  • coprifuoco dalle 22 alle 5
  • scuole superiori in didattica a distanza al 50%
  • inasprimento delle soglie per accedere alle differenti zone con restrizioni: con Rt 1 o livello di rischio "alto", o ancora con incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e rischio moderato, si va un area arancione; con Rt superiore o uguale a 1,25, invece, si finisce in area rossa

Veneto in area arancione

Tutti gli indicatori che gli esperti della cabina di regia già conoscono sono peggiorati nella settimana che si sta per concludere. La stragrande maggioranza dell'Italia sarà quindi collocata nella fascia di rischio arancione, Veneto incluso.

Spostamento tra Regioni e visite a amici e parenti

Come già anticipato, il divieto di spostamento tra le Regioni, comprese quelle di colore giallo, continuerà a sussistere fino al 15 febbraio (almeno) e non più al 5 marzo come nella prima versione della bozza del nuovo decreto. Fino a quella data sarà invece valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel Comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 chilometri e mai verso i capoluoghi di provincia.

Stretta sui locali

Il Governo ha anche confermato il divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18. Provvedimento fortemente criticato dalle Regioni: «non porta vantaggi significativi sul piano della prevenzione e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori», ha detto il presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini a nome di tutti i governatori.

Continueranno a rimanere chiuse anche palestre e piscine, anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle, così come cinema e teatri. Tornano invece le crociere ed è confermata l'apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali.

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