Coronavirus, il prossimo mese il Veneto potrebbe essere area a rischio elevato

Per ora la Regione resta in zona gialla, ma l'Iss, in base al report settimanale sulla situazione covid in Italia, suggerisce la stretta

Iniziano a vedersi le prime conseguenze delle misure restrittive: secondo il report settimanale sull'emergenza coronavirus in Italia, realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) e dal ministero della Salute, l'indice di contagio Rt in Italia è sceso a 1.18 (dieci giorni fa era a 1.7). «Si riscontrano valori medi di Rt tra 1 e 1.25 nella maggior parte delle Regioni e province autonome - precisa il report - da questa settimana in alcune Regioni il valore di Rt stimato è inferiore a 1». Nel dettaglio, l'indice Rt è inferiore a 1 in Lazio, Liguria, Lombardia, Molise e Sardegna. Il Veneto, per ora, resta in area gialla. Lo riporta Today.

Probabilità di progredire a rischio alto

Veneto, Friuli Venezia Giulia e Molise sono le «tre regioni attualmente a rischio moderato» che mostrano però «una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese. Data la trasmissibilità e la probabilità elevata di un imminente passaggio alla classificazione di rischio alto si raccomanda alle autorità sanitarie delle 3 Regioni di valutare la possibile adozione di ulteriori misure di mitigazione». Attualmente il Friuli Venezia Giulia è in area arancione, nella classificazione del rischio Covid secondo i 21 parametri di monitoraggio, mentre Molise e Veneto, come noto, sono in area gialla. Il presidente del Veneto Luca Zaia, nonostante la nostra Regione avesse mantenuto la fascia gialla, già per tempo si era mosso imponendo delle misure più restrittive, identificando la cosiddetta "area gialla plus".

Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, ha analizzato i dati del report: «La curva epidemica negli ultimi giorni indica che il numero dei casi comincia ad appiattirsi, con un rallentamento nella crescita dell'incidenza. Per quanto riguarda l'incidenza, a livello nazionale il carico è molto significativo ma ci sono differenze notevoli tra Regioni. La probabilità di saturazione dei posti letto, anche quelli attivabili, a 30 giorni, si è un po' allontanata. - ha aggiunto - Ciò vale sia per area medica sia per terapia intensiva».

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