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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Perché oggi il Veneto resta in zona gialla (con un punto interrogativo sul futuro)

Rt a 0,78 e indici sull'ospedalizzazione ancora in calo, ma aumenta l'incidenza sui positivi al tampone e preoccupa la diffusione delle varianti del virus. Il punto

L'Rt in Veneto, per lo meno stando a quanto comunicato ieri in conferenza stampa dal presidente Luca Zaia, è dello 0,78%. Un dato che di per sé non preoccupa e che permette di essere agevolmente confermati in zona gialla (l'accesso all'area arancione è con Rt maggiore di 1), specie a fronte di dati confortanti sul fronte dei ricoveri, anche in terapia intensiva. La cabina di regia di oggi tra Comitato tecnico scientifico (Cts), Istituto superiore di sanità (Iss) e ministro della Salute Roberto Speranza, quindi, non riserverà sorprese.

Rt contenuto, ma in crescita

Sul fronte futuro, però, c'è un grande punto di domanda. Se è vero che l'indice Rt è ancora contenuto, è comunque in aumento rispetto alla scorsa settimana. Se è vero poi che pian piano i reparti ospedalieri si stanno svuotando, è altrettanto vero che sta aumentando l'incidenza dei positivi sui tamponi effettuati. Ieri, ad esempio, l'incidenza sul totale era del 3,13%. «Un'incidenza ancora bassa, - ha osservato Zaia - ma siamo passati in pochi giorni dall'1 al 3%: lo dico a chi pensa che sia il momento di fare festa con il "liberi tutti"».

C'è poi da considerare che la variante del virus inglese è ormai ampiamente diffusa nel territorio veneto. Si tratta, come spiegato dal direttore generale dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie Antonia Ricci, di una mutazione in grado di diffondersi più rapidamente. La preoccupazione sulla è giustificata per la maggior contagiosità, dal momento che sarebbe in grado di trasmettersi e produrre più facilmente infezione. Come spiegato da Ricci, la variante inglese può aumentare l'Rt di un valore da 0,4 a 0,7 in più rispetto ai ceppi normali. Difficile dire, invece, se sia più pericolosa: studi inglesi lo hanno dimostrato, ma su un numero troppo limitato di osservazioni. L'Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) sostiene che sia probabile, ma comunque non certo; non c'è inoltre alcuna conferma sul fatto che sia più in grado di infettare i bambini.

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