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Fino a quando il Veneto resterà arancione, con lo spettro zona rossa

Oggi il ministro Speranza ha annunciato che in previsione saranno molte le Regioni che nelle prossime settimane potrebbero cambiare fascia di rischio

Per usare le parole del governatore Luca Zaia, «il Veneto non è più un'isola felice». La situazione epidemiologica in Italia, compresa quella delle Regioni confinanti, del resto, non faceva presagire nulla di buono per il futuro a breve termine. Se è vero che la pressione sugli ospedali continua a non destare particolari allarmismi, - per quanto la preoccupazione ci sia, e non poca - è altrettanto vero che il covid è tornato a circolare con aggressività, complice con ogni probabilità la variante inglese, che rispetto ai ceppi "tradizionali" si stima sia tra il 43 e il 100% più contagiosa. Questo significa che il virus circola e si diffonde con una frequenza maggiore, in alcuni casi doppia.

A testimoniare che non si possa dormire sonni tranquilli e ogni cittadino abbia il dovere di rispettare le solite e semplici regole (distanziamento e igienizzazione delle mani), che nell'ultimo anno sono risuonate come un mantra, è l'indice Rt, in poche settimane letteralmente schizzato da valori "da zona bianca" (attorno allo 0.6) a un valore, 1.1, che da domani, lunedì 8 marzo, consegna il Veneto alla zona arancione, con tutte le limitazioni che ne conseguono.

Preoccupa l'Rt in Veneto proiettato a 1.30

Ma c'è di più, e l'annuncio è stato dato nei giorni scorsi in conferenza stampa dalla protezione civile di Marghera dalla dottoressa Francesca Russo, direttore del dipartimento di prevenzione di Palazzo Balbi. In Regione è arrivata una comunicazione privata dall'Iss (Istituto superiore di sanità) che spiega come nell'arco di una settimana, massimo 10 giorni, in Veneto l'Rt potrebbe raggiungere il valore di 1.3, poco distante da quell'1.5 che porta automaticamente in zona rossa e, con il nuovo Dpcm Draghi, comporta la chiusura immediata di tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado. 

Le nuove restrizioni dovrebbero portare dei benefici in termini di riduzione del contagio, ma gli effetti della circolazione del virus si valutano a 15/20 giorni. Se da domani, quindi, il Veneto sarà in zona arancione, rimarrà nella fascia intermedia di rischio per almeno due settimane. A meno di improvvisi peggioramenti della situazione contagi. Non ha fatto nomi, ma quest'oggi il ministro della Salute Roberto Speranza, ospite di Lucia Annunziata a "Mezz'ora in più" ha spiegato che da settimana prossima si aspetta molte Regioni in più in zona rossa: la variante inglese del coronavirus sarà il principale nemico da affrontare in questa fase dell'epidemia e condizionerà la curva del contagio nelle prossime settimane. «Sulla base dei dati - ha detto - mi aspetto che nelle prossime settimane l'impatto di questa variante possa far crescere la curva, mi aspetto Regioni che possono andare verso la zona rossa. Mi aspetto che le ordinanze possano essere ancora di natura restrittiva».

«Questo mese è complicato, - ha continuato - bisogna dire come stanno le cose. Le varianti del virus hanno prodotto una nuova fase di accelerazione dell'epidemia. Secondo una relazione dell'Iss, la variante inglese riesce a diffondersi con una maggiore velocità, tra il 35 e il 40%, rispetto al ceppo originario. Almeno il 54% dei casi riscontrati in Italia è legato a questa variante». Il ministro ha comunque allontanato lo spettro del lockdown: «Penso che in Italia abbiamo enormi differenze tra territori e il modello costruito serve per fotografarle. - ha spiegato - Un conto è la situazione in Sardegna ad esempio dove l'indice di contagio è basso, un altro sono le Regioni più in sofferenza che si stanno avviando verso la zona rossa o arancione rafforzata».

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