Cronaca

Quali sono regole e restrizioni in Veneto per questa settimana

Nonostante gli indicatori siano migliorati rispetto a sette giorni fa, la nostra Regione resterà in zona arancione almeno fino a sabato 30 gennaio

Venerdì 22 gennaio, alle 14.30, si è riunita la cabina di regia per il consueto monitoraggio sulla situazione covid in Italia. Come al solito si sono seduti attorno al tavolo il ministro della Salute Roberto Speranza, l'istituto superiore di sanità (Iss) e il comitato tecnico scientifico (Cts) per effettuare le valutazioni epidemiologiche necessarie per confermare o ridistribuire le varie Regioni nello scacchiere della fasce colorate di rischio. Dal confronto è emerso il colore del Veneto che resterà in fascia arancione. Non cambiano quindi le regole di base:

  • coprifuoco dalle 22 alle 5
  • scuole superiori chiuse in Veneto almeno fino al 31 gennaio
  • inasprimento delle soglie per accedere alle differenti zone con restrizioni: con Rt 1 o livello di rischio "alto", o ancora con incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e rischio moderato, si va un area arancione; con Rt superiore o uguale a 1,25, invece, si finisce in area rossa

Veneto in area arancione

L'Rt del Veneto è il secondo più basso d'Italia, così come riportato dal report  dell'Iss, a 0,81. L'ospedalizzazione e il trend dei contagi sono in graduale ma costante diminuzione, ma i netti progressi rispetto alla scorsa settimana e alle precedenti non sono bastati per ottenere il trasferimento di fascia. Il Veneto rimane quindi in zona arancione.

Spostamento tra Regioni

Il divieto di spostamento tra le Regioni, comprese quelle di colore giallo, continuerà a sussistere fino al 15 febbraio (almeno). Fino al 5 marzo, invece, sarà possibile spostarsi nelle Regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 chilometri e mai verso i capoluoghi di provincia.

Visite ad amici e parenti in Veneto

Per quanto riguarda le visite ad amici o parenti, in quest’area è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un'altra abitazione privata abitata dello stesso Comune, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell'abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.

A chi vive in un Comune che ha fino a 5000 abitanti è comunque consentito spostarsi, tra le 5 e le 2, entro i 30 chilometri dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), anche per le visite ad amici o parenti nelle modalità già descritte, con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia.

Se si va a casa di parenti o amici, nel rispetto dei limiti e degli orari previsti dalla normativa, si deve sempre rispettare il coprifuoco, e quindi rientrare alla propria residenza entro alld 22, indipendentemente dal fatto che il giorno sia feriale o festivo.

Nel caso coniugi o partner vivano in città diverse per esigenze di lavoro sarà possibile il ricongiungimento solo se il luogo scelto coincide con quello in cui si ha residenza, domicilio o abitazione.

Lo spostamento per dare assistenza a persone non autosufficienti è consentito anche tra Comuni/Regioni/Province autonome in aree diverse, ove non sia possibile assicurare loro la necessaria assistenza tramite altre persone presenti nello stesso territorio. Non è possibile, comunque, spostarsi in numero superiore alle persone strettamente necessarie a fornire l’assistenza necessaria: di norma la necessità di prestare assistenza non può giustificare lo spostamento di più di un parente adulto, eventualmente accompagnato dai minori o disabili che abitualmente egli già assiste.

Per genitori separati: raggiungere i figli minorenni

Nel caso di genitori separati, sarà possibile raggiungere i figli minorenni presso il genitore affidatario, oppure condurli presso di sé, anche se residenti in Regioni differenti. Questi spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori.

Stretta sui locali

Il Governo ha anche confermato il divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18. Provvedimento fortemente criticato dalle Regioni: «non porta vantaggi significativi sul piano della prevenzione e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori», ha detto il presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini a nome di tutti i governatori.

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