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Il Veneto sarà giallo, ma c'è preoccupazione. E i weekend potrebbero essere in zona rossa

Domani saranno firmate le nuove ordinanze dal ministro della Salute Speranza, che riconfigurerà lo scacchiere colorato dell'Italia. Il Veneto rimarrà quasi sicuramente in fascia gialla

L'ipotesi continua a circolare, ma per ora non ci sono conferme e difficilmente l'eventualità potrà essere presa in considerazione già da questa settimana. Il Governo per limitare i danni di una possibile terza ondata di coronavirus starebbe pensando di istituire una zona rossa estesa a tutta l'Italia nei weekend; una misura che, di fatto, sembra in tutto e per tutto simile a quella messa in atto nel corso delle vacanze di Natale.

Veneto verso la conferma in zona gialla

Non solo zone diversificate a seconda dei ben noti parametri di valutazione, quindi, ma un unico colore da condividere per due giorni alla settimana. Certezze o smentite potrebbero arrivare già domani, quando si riunirà la cabina di regia, come al solito formata da Istituto superiore di sanità (Iss), Comitato tecnico scientifico (Cts) e ministro della Salute Roberto Speranza.

Per il Veneto non ci saranno cambiamenti, dal momento che il trend di contagi e ricoveri (anche in terapia intensiva) è in calo, a differenza del resto d'Italia, dove si vede un ritorno insistente del virus, anche in zone contigue come Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna, che passeranno probabilmente in area arancione. E il governatore Luca Zaia nei giorni scorsi non ha nascosto la preoccupazione e l'importanza di mantenere sempre alta la guardia. «Ci siamo dati come limite fine febbraio per fare un bilancio, - ha spiegato negli ultimi giorni nei punti stampa dalla sede della protezione civile di Marghera - perché le vere aperture le abbiamo effettivamente avute da inizio febbraio e questa è la misura per capire quanto siamo stati bravi. Per ora i ricoveri non stanno aumentando, anzi diminuiscono, ma siamo molto preoccupati per il tema delle varianti, che potrebbero portare una rapida precipitazione dell'attuale situazione sanitaria».

«Sulla presenza della variante inglese - ha aveva spiegato il governatore - siamo stati i primi a sollevare questo problema ancora a Natale, e adesso delle varianti si discute in tutto il mondo. E allora, se davvero la variante inglese è più aggressiva per qualità e quantità dell'infezione potremmo avere tante turbolenze in volo».

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