Cronaca

«L'incidenza di nuovi casi peggiorerà». Per il Veneto difficile evitare la zona rossa

Domani i governatori si riuniranno in videoconferenza con i ministri Boccia e Speranza per discutere delle misure che saranno contenute nel prossimo Dpcm

Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha convocato per domani mattina, 11 gennaio, una riunione con presidenti di Regione, Anci e Upi con lo scopo di analizzare le misure che dovrebbero essere incluse all'interno del Dpcm che entrerà in vigore dal 16 gennaio. L'incontro si terrà in videoconferenza, alla presenza anche del ministro della Salute Roberto Speranza.

L'incidenza di nuovi casi

Secondo quanto riporta Ansa, sembra che nel nuovo decreto del premier Giuseppe Conte saranno confemate le misure attuali di contenimento dei contagi e inserite nuove misure più restrittive. Sembra ormai scontato che la zona rossa scatterà in automatico in quelle Regioni in cui si registrerà un'incidenza di nuovi casi superiore a 250 ogni 100mila abitanti. Se lo scenario non dovesse cambiare, il Veneto finirebbe già dal prossimo fine settimana in semi-lockdown, visto il valore specifico superiore a 453,31 a fronte di una media di poco superiore a 300.

La proposta di inserire l'automatismo è stata avanzata dall'istituto superiore di sanità, e condivisa anche dal comitato tecnico scientifico. L'incidenza è infatti vista come parametro fondamentale, la cui la soglia ottimale sarebbe di 50 casi ogni 100mila abitanti, poiché è l'unica che «garantisce il completo ripristino sull'intero territorio nazionale» del contact tracing.

Con i dati attuali, il Veneto sarebbe dunque rosso, visto che ha un'incidenza di 453,31 casi, mentre l'Emilia Romagna, con 242,44 casi, rimarrebbe di poco fuori. Si tratta di dati relativi alla settimana dal 28 dicembre al 3 gennaio che, secondo le stime degli esperti, andranno in peggioramento nel prossimo monitoraggio.

I governatori chiedono ristori immediati

Intanto i presidenti delle 5 Regioni che da oggi sono entrate nella zona di rischio arancione, tra cui lo stesso Veneto insieme a Emilia Romagna, Lombardia, Calabria e Sicilia, - hanno scritto una lettera al Governo in cui chiedono di «fornire doverose e puntuali rassicurazioni circa un'immediata messa in campo di ristori e la loro quantificazione». Questo, hanno sottolineato Luca Zaia e gli altri governatori, «per evitare ulteriori penalizzazioni alle categorie colpite e per scongiurare il rischio che interi comparti vengano definitivamente cancellati dalla geografia economica delle nostre Regioni».

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