Cronaca

Agostini: «Episodi spiacevoli come in tutte le grandi città, ma Venezia è sicura»

Il comandate generale della polizia locale rassicura sull'efficacia della sicurezza in città dopo gli ennesimi episodi di violenza che hanno visto coinvolti giovani ragazzi a Venezia. L'opposizione attacca

«La città è sicura, non siamo a Gotham City dove succede di tutto e di più». Con queste parole il comandante generale della polizia municipale di Venezia, Marco Agostini, ha introdotto oggi una conferenza stampa dalla sede del Tronchetto per fare il punto sulla doppia aggressione di ieri sera a Rialto. È stata anche l'occasione per mettere i puntini sulle "i": «Contrariamente a quanto uscito sui social, i carabinieri hanno fatto a pieno il loro dovere», ha spiegato Agostini, forse anche di più, come specificato poi dal comandante dei carabinieri di Venezia, Giovanni Rubino: «I militari sono intervenuti senza nessuna segnalazione, - ha spiegato - avevano già terminato il loro servizio e stavano rientrando, quando hanno deciso di riprendere un gruppo di ragazzi su di giri (poi identificati come gli aggressori), e riportarli alla calma». Tutto questo precede l'episodio di violenza, registrato poco dopo.

Agostini ha più volte ribadito che tutta la città è sicura. Nell'ultimo periodo ci sono stati alcuni episodi «poco piacevoli», a partire dalla rissa in Campo Bella Vienna del 13 dicembre scorso, cui sono seguiti una bomba carta esplosa all'interno di un cassonetto di via Fiume, il pestaggio di un ragazzo in Riviera XX Settembre da parte di 7 persone di origine albanese, e per ultimi l'esagitato bengalese che sabato ha dato in escandescenze in tram e la doppia aggressione a Rialto. «Una serie piuttosto lunga di episodi, - ha sottolineato Agostini - che tuttavia sono stati chiusi rapidamente con l'individuazione di tutti i responsabili. Siamo in una grande città, con i problemi di tutte le grandi città. Siamo fortunati che nella dimensione metropolitana la collaborazione che vede coinvolte le Forze dell'ordine e la polizia locale funziona».

«La smart control room è essenziale», ha osservato quindi il commissario capo Gianni Franzoi, responsabile del Servizio di sicurezza urbana. Al suo interno è possibile monitorare oltre 400 telecamere di videosorveglianza, in grado di registrare immagini in alta definizione, 24 ore su 24. Non è un caso, quindi, che sia stato possibile seguire i tre giovani aggressori di ieri sera nei movimenti da Rialto fino a Piazzale Roma, dove sono stati fermati e identificati. Si è trattato, nei fatti, di un «inseguimento video».

Tuttavia, se la polizia locale rassicura, l'opposizione accusa. Non tanto le forze dell'ordine, - per altro ringraziate per la prontezza nell'individuare i responsabili - quanto l'amministrazione comunale. «La nuova aggressione avvenuta a Rialto domenica sera - spiegano in una nota stampa unitaria Cecilia Tonon (Venezia è Tua), Gianfranco Bettin (Verde Progressista), Sara Visman (Movimento 5 Stelle), Monica Sambo (Pd), Giovanni Andrea Martini (Tutta la città insieme) e Marco Gasparinetti (Terra e Acqua 2020) - è l’ennesima dimostrazione che la città, perfino nel suo cuore storico, è fuori controllo. Sul piano delle politiche giovanili appare chiaramente sottovalutato l'attuale disagio degli adolescenti, acuito dal lungo periodo di restrizioni, che in casi estremi sfocia in violenza e prepotenza».

«Urgono interventi finalmente efficaci, - continuano i consiglieri comunali - sia sul piano della ripresa di controllo sulla sicurezza corrente (coinvolgendo il Comitato per l’ordine e la sicurezza) sia in chiave di prevenzione e investimento sociale ed educativo in sostegno alle famiglie. È tempo di cambiare politica e restituire sicurezza e tranquillità a Venezia come a Mestre. Su questo tema presenteremo un’interrogazione al sindaco».

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