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Contraffazione, Venezia punto di arrivo nazionale dei "falsi". "Ma il fenomeno è in calo"

La città lagunare figura tra i 10 capoluoghi campione sui quali si sono basati i test di Censis. La merce arriva a Venezia, viene assemblata a Rovigo e smistata poi nel Padovano

Un tavolo di approfondimento sul fenomeno della contraffazione. L'incontro è stato promosso per presentare lo studio condotto dal Censis nella nostra provincia su indicazione della Direzione generale Lotta alla Contraffazione-Uibm del Ministero dello Sviluppo Economico, per fornire poi indicazioni operative ai prefetti per contrastare questa diffusa attività illecita.

Venezia, con la sua area metropolitana, è tra le 10 città italiane scelte a campione, assieme a Roma, Palermo, Bari, Milano, Prato, Napoli, Cosenza, Firenze e Genova. L'indagine rileva come Venezia sia un punto di arrivo nazionale dei “falsi”. In pratica la merce “frazionata” arriva in città tramite il porto o l'aeroporto e viene poi portata a Rovigo dove avviene l'assemblaggio e la rifinitura dei prodotti che vengono a loro volta trasportati al “Centro ingrosso cinese”, che si trova nel padovano, per essere infine smistati parte nuovamente a Venezia e parte in centro e sud Italia.

In città la vendita abusiva di merce falsa è comunque in diminuzione ed è affidata in buona parte ai bengalesi (per piccoli oggetti che vengono loro consegnati da punti vendita regolare gestiti da loro connazionali) e ai senegalesi (che offrono soprattutto accessori in pelle trasportati con i borsoni). Lo studio del Censis sarà presentato ufficialmente a Venezia nell'ambito della II Settimana anticontraffazione, che si terrà tra il 12 e il 19 aprile, e avrà quest'anno proprio nella nostra città alcune delle sue iniziative più significative.

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