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Il 2012 tutto d'un fiato: fatti, misfatti e storie di laguna dell'anno che se ne va

Dalle calamità naturali alle vicende di cronaca che hanno colpito l'opinione pubblica. Passando per l'America's Cup e la latitanza del tram a Mestre, fino all'arresto di Dekleva

Tutto d'un fiato. Gli avvenimenti che hanno caratterizzato maggiormente Venezia e che avranno forse un peso anche per il prossimo futuro. E se un protagonista è da trovare in questo 2012 che si conclude tra industrie che chiudono e Ca' Farsetti che sfora il patto di stabilità (fatti che preannunciano un 2013 non facile), è la natura a prendersi d'imperio lo scettro. Sono stati i suoi "capricci" a calamitare le maggiori preoccupazioni durante questi mesi, tra terremoti, trombe d'aria e, soprattutto, acque alte eccezionali.

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tromba d'aria venezia ok-2LA TROMBA D'ARIA METTE IN GINOCCHIO LA LAGUNA
Tutto è durato pochi minuti. Poi la distruzione. Calata dal cielo con una violenza inverosimile. L'isola di Sant'Erasmo e quella della Certosa spazzate via dalla violenza del vento. Danni per milioni di euro all'isola di Sant'Elena, particolarmente colpita la Remiera "Casteo". La tromba d'aria che il 12 giugno scorso si è abbattuta su Venezia ha lasciato il segno, soprattutto nella memoria dei residenti. Le immagini del ciclone hanno fatto il giro del mondo. E se il corridoio attraversato dal tornado fosse stato in traiettoria "San Marco" le conseguenze sarebbero potute essere devastanti. I veneziani, in ogni caso, si sono rimboccati le maniche prima che venissero stanziati aiuti economici e venisse dichiarato lo stato di calamità.

acqua alta-2-5ACQUA ALTA ECCEZIONALE A SAN MARTINO
La natura non ha smesso di mostrare tutta la sua potenza anche riguardo l'acqua alta. L'11 novembre, giorno di San Martino, infatti, la città è stata "alluvionata" con un picco di marea di 149 centimetri. Mai accaduto nulla del genere. La punta massima di marea a Punta della Salute è stata superiore di 7 centimetri di quella della Diga Sud di Lido e di ben 18 centimetri di quella registrata alla piattaforma al largo di Lido (131 centimetri). All’origine del fenomeno è stato un evento meteomarino che non ha alcun precedente nei dati storici raccolti dal Centro Maree. Tutti gli elementi che concorrono all’acqua alta si sono presentati in laguna perfettamente in fase tra di loro: una situazione finora mai registrata (è la sesta acqua più alta di sempre) e che quindi non è contenuta negli archivi della serie storica delle maree sui quali i 21 modelli matematici del Centro elaborano le previsioni. Appena undici giorni prima la città era stata colpita da un altro fenomeno simile. Polemiche per i turisti che fanno il bagno in piazza San Marco.


statua ok-2 IL TERREMOTO FA PAURA

Il 30 maggio la terra ha tremato oltre che nell'Emilia Romagna anche nel Veneziano. E in centro storico ha fatto cadere anche una statua ai giardini Papadopoli. Una delle due opere che fanno "da guardia" alla vecchia cancellata di ingresso. "Ho avuto tanta paura, ma sono salvo", ha dichiarato l'ambulante che è stato sfiorato dalla caduta della statua. Per settimane si sono succedute altre scosse minori e i controlli della Soprintendenza e dei vigili del fuoco per decretare la sicurezza o meno di scuole e di beni artistici. E' stata psicosi, soprattutto riguardo le cancellazioni delle prenotazioni da parte di turisti stranieri sul litorale veneziano.

america's cup regata-2VENEZIA SEDOTTA E ABBANDONATA DALL'AMERICA'S CUP
Grande successo per i catamarani in laguna, nonostante una regata di flotta finale completamente in assenza di vento. E nonostante le polemiche che si sarebbero innescate mesi più tardi dopo l'annuncio che nel 2013 la Coppa america farà (a meno di colpi di scena in tribunale) tappa solo a Napoli in Italia. Al termine delle gare di maggio sono stati tutti concordi: lo spettacolo più grandioso lo si è visto sulle rive, letteralmente prese d'assalto da oltre 100mila persone vogliose di far parte della "festa della vela". E festa è stata, in effetti. Un grande evento popolare, tra barche, barchini, yacht e gente assiepata su ponti e fondamenta. Questo è il messaggio principale che Venezia lancia alla Coppa America: questo sport nella città lagunare, ma anche in Italia, è entrato nel cuore dei tifosi, che tifano Luna Rossa "come fosse la Nazionale della vela", (il copyright è di Max Sirena, lo skipper di Luna Rossa, che sta vivendo giorni da star qui in Arsenale).

via piave-3L'ARRESTO DEL "RE DI VIA PIAVE" E SEQUESTRO DELL'IMPERO CINESE
Un'organizzazione che aveva messo in piedi un impero economico. Un sodalizio composto da cittadini di nazionalità cinese e insospettabili "colletti bianchi" italiani capeggiato da P.K, 36ennne cinese che in pochi anni era riuscito a ritagliarsi una posizione preminente nel traffico di clandestini e nello sfruttamento della prostituzione, tanto che gli agenti del Gico della guardia di finanza di Venezia hanno sequestrato anche un albergo, oltre a beni per una ventina di milioni di euro. Nuovo inizio per via Piave? I commercianti della zona lo sperano. "Comprava tutto lui", il commento principale. "Era tutto suo", un altro. Chi parla vuole rimanere anonimo.

lida pamio-2OMICIDIO LIDA PAMIO, ANZIANA MASSACRATA A COLTELLATE
L'assassino al 28 dicembre 2012 era ancora in libertà. Ma il cerchio potrebbe stringersi a breve attorno a chi ha ucciso la 87enne nel suo appartamento. La vittima è stata massacrata. Una violenza inverosimile: coltellate all'addome, al torace e alla gola. Lida Pamio, 87enne residente in viale Vespucci 13 a Mestre, il 20 dicembre ha trovato la morte nella sua abitazione. L'assassino non ha avuto alcuna pietà. Avrebbe dapprima tentato di strangolare la vittima con il cavo di un decoder, poi l'aggressione a coltellate. Uno, due, tre, quattro i coltelli usati dall'assassino, compatibili con un set da sei trovato in cucina. Gli altri due "esemplari" sono stati trovati intonsi nella stanza del delitto. Raccapricciante la scena che si sono trovati di fronte gli inquirenti: la faccia della donna è stata sfigurata. Presa a pugni, o forse a calci. Dello scottex è stato infilato in bocca.

omicidio moniego-2DRAMMA DELLA GELOSIA A NOALE: MOGLIE MASSACRATA A COLPI DI PIETRA
Pashko Gjelaj per quel che ha fatto è stato condannato a 14 anni di reclusione. Gli è stata concessa la seminfermità mentale. La sera del 27 marzo con una pietra ha fracassato il cranio di sua moglie Hane, 46enne di origini albanesi come lui. Secondo i carabinieri, che nella notte l'hanno arrestato con l'accusa di omicidio volontario aggravato, l'uomo si era convinto nella sua testa che la coniuge lo stesse tradendo. Questa la molla che avrebbe scatenato la sua furia assassina. Verso le 21.30 ha "speronato" la vittima mentre stava tornando a casa in bicicletta a Moniego di Noale. Lei aveva da poco concluso il turno alla casa di riposo Santa Maria dei Battuti, dove lavorava come operatrice sanitaria da quattro anni. Pashko Gjelaj, anch'egli in bicicletta, disoccupato da tre anni, l'ha fatta cadere a terra sul marciapiede. A quel punto, senza lasciarle tregua, l'ha pugnalata con un coltello a serramanico di otto centimetri all'altezza dell'addome. La 46enne ha quindi tentato di mettersi in salvo riparandosi dietro una Smart parcheggiata lì vicino, ma è stata raggiunta da altri fendenti sulla schiena. Alla fine saranno quattro o cinque in tutto. L'omicida poi si è messo cavalcioni su di lei, che negli ultimi attimi si trovava distesa per terra in posizione supina, e l'ha finita scaraventandole in testa una grossa pietra di cinque chili. La donna è morta sul colpo.

Tram_mestre-300x269-2IL TRAM SI FERMA AI BOX
"L'astinenza" alla fine è durata mesi. Sono pesanti le conseguenze dell'incidente accaduto alle 8.10 del 2 ottobre vicino a piazza Barche. Il cavo della linea aerea che alimenta di energia elettrica il "siluro rosso", infatti, si è staccato dal giunto tra piazza Barche e via Colombo, proprio nel punto in cui si trova la connessione tra il cavo che parte da via Monte Cielo e quello che da piazza Barche arriva fino a via Sernaglia. Nelle settimane successive si è scoperto che si sarebbe trattato di un difetto di fabbrica, per cui tutti i giunti della rete sono stati sostituiti con pezzi di tipo ferroviario. Il ritorno in servizio del tram solo nella prima metà di gennaio 2013, con un battaglia che si preannuncia molto salata per il pagamento dei danni.

dekleva-2ARRESTO DI RENZO DEKLEVA E IL FUNERALE PER LUCIA MANCA
Lucia Manca ha trovato finalmente sepoltura. Può riposare in pace. Le indagini sull'omicidio della bancaria di Marcon si sono chiuse a fine 2012. A inizio anno, esattamente il 31 gennaio, il marito della vittima, Renzo Dekleva, è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario. Negli atti, come noto, non è stata inserita la causa delle morte. Il pool di periti nominati dal gip Michele Medici, infatti, dopo alcuni mesi di esami e una seconda autopsia sui resti della bancaria, ritrovati sotto un viadotto di Cogollo del Cengio, nel Vicentino, non sono riusciti a dimostrare con certezza scientifica che la causa del decesso è stata dovuta ad asfissia. Un punto in più per la difesa di Renzo Dekleva, gli avvocati Pietro Someda e Stefania De Danieli. Il loro assistito, accusato oltre dell'omicidio anche di aver caricato nel bagagliaio della sua auto il cadavere della moglie e di averlo trasportato fino a sotto il viadotto, finora si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere. Nonostante manchi agli atti la causa delle morte, gli inquirenti sono convinti di poter contare su un quadro indiziario solido per poter inchiodare Renzo Dekleva alle sue responsabilità: in primis le sue impronte digitali trovati su un biglietto dell'autostrada lasciato la sera del delitto al casello di Cogollo del Cengio, il suo cellulare "captato" da una cella di Rubano sempre la sera del 6 luglio, le tracce di saliva della vittima raccolte nel bagagliaio dell'auto di Dekleva.


vigonovo foto-2 IGOR MILIC PER SUICIDARSI FA SALTARE IN ARIA UNA PALAZZINA DI VIGONOVO

Una persona esperta di allacciamenti e inneschi, che ha pianificato tutto nel minimo dettaglio. Igor Milic il 2 aprile scorso fece saltare in aria una palazzina di Vigonovo, in via IV novembre. Il 63enne di origine slava, nato in una cittadina ora slovena, aveva predisposto tutto per causare il maggior danno possibile. Da settimane studiava il modo per "fargliela pagare" a quei vicini con cui aveva screzi quotidiani. Da settimane pensava alla morte, alla sua e a quella degli altri. L'uomo aveva studiato un sistema di condutture per saturare di gas gli ambienti. Poi ha collocato i timer, che all'ora prefissata hanno fatto esplodere tutto. Due deflagrazioni a poca distanza l'una dall'altra, magari per uccidere anche eventuali soccorritori. Lui è stato trovato appeso con una corda sintetica al boiler del bagno, carbonizzato. Milic aveva realizzato un impiantino elettromeccanico su misura, collegato a tre inneschi particolari. Uno l'aveva piazzato nel garage, collegando delle bombole a gpl a della benzina. Un vero e proprio ordigno. Il secondo è stato trovato tra il secondo e il terzo piano, dove il 63enne abitava, e uno nel sottotetto, che ha causato la seconda deflagrazione. La più devastante. In questo caso sembra che abbia creato dei collegamenti anche con la rete di distribuzione del metano. Ha saturato gli ambienti col gas e gli inneschi hanno fatto il resto.

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