Cronaca

Venezia, nuova sala d'attesa e stanza triage al Pronto soccorso

Il direttore Dal Ben: "Abbiamo bruciato i tempi e lavorato anche di domenica per garantire ai pazienti ambienti confortevoli durante il tempo di attesa delle prestazioni”

La nuova sala d'attesa al Pronto soccorso di Venezia

Il Pronto soccorso di Venezia si è presentato al pubblico interamente rinnovato: nuova sala d’attesa, ampia stanza chiusa per il triage, monitor sui quali le persone vedranno comparire la chiamata con il numero di accesso al triage o dell’ambulatorio che devono raggiungere per la visita. Nella sala climatizzata, ricavata dall’ampio ingresso del Pronto soccorso, ci sono due tipi di sedie, contrassegnate da un colore diverso. Sul lato sinistro ci sono i sedili bianchi per chi è in attesa di presentarsi al triage dopo aver preso il numero all’eliminacode. Nella stanza del triage il paziente potrà sedere e con la garanzia della privacy potrà spiegare il suo problema. L’infermiere specializzato gli attribuirà il codice di gravità (bianco, verde, giallo o rosso) e rosso. Sul lato destro della sala d’attesa (sedili rossi) possono accomodarsi le persone che, avendo già il codice di priorità rilasciato dal triagista insieme a un numero di identificazione, attendono la chiamata per la visita. Sui monitor soprastanti le rispettive aree compaiono i numeri che invitano i pazienti o al triage o agli ambulatori.

Una cinquantina le persone che lunedì mattina e fino alle 14 sono affluite al Pronto soccorso di Venezia. I pazienti possono contare su tre ambulatori completamente rinnovati, una zona rossa per la stabilizzazione dei casi più gravi e una sala per l’Osservazione breve intensiva con sei letti per quei pazienti le cui patologie raccomandano il ricovero temporaneo per 24 o 48 ore perché possano essere tenuti adeguatamente sotto controllo dai medici. “E’ con grande soddisfazione che offriamo oggi ai veneziani del centro storico una sala d’attesa completamente rinnovata, primo passo della trasformazione globale del Pronto soccorso  – spiega il direttore generale dell’Ulss 12, Giuseppe Dal Ben –. Abbiamo bruciato i tempi e lavorato anche di domenica per garantire ai nostri utenti un ambiente confortevole durante il tempo dell’attesa delle prestazioni”.

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