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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Piazza San Marco

Stand sotto il campanile, la gente insorge contro il "gabbiotto"

Tra associazioni e utenti del web il malumore si fa sempre più forte, nessuno vuole più il "Venezia Official Store" in piazza San Marco

Venezia insorge contro il suo “Official Store”, il nuovo stand che vende biglietti per musei ed eventi, souvenir e gadget, cataloghi e libri, installato recentemente proprio ai piedi del campanile di San Marco. A niente sono valse le rassicurazioni del Comune, che sottolinea come si tratti di un elemento provvisorio: i cittadini del centro storico hanno dissotterrato l'ascia di guerra e si muovono compatti contro il “gabbiotto” spuntato davanti alla Basilica.

INDIGNAZIONE SUL WEB – I veneziani infastiditi dal nuovo negozio di plexiglass e alluminio si sono riversati su internet, dove, come racconta il Gazzettino, hanno presto trovato il supporto e il sostegno di chi la pensa come loro. Da siti internet e social network si leva unanime il grido di protesta contro quello che è considerato “uno scempio per la città”. Il sito Venessia.com, molto seguito dai cittadini del veneziano, si è subito lanciato contro il nuovo “Official Store” e su Facebook la pagina “Via il gabbiotto dal campanile”, ideata mercoledì sera, ha superato i 1.200 iscritti in meno di 24 ore. Le foto, le immagini e i video contro il negozio ormai non si contano più, tra collage di protesta e filmati che ritraggono l'odiato chiosco distrutto da un razzo.

PROTESTE E CARTELLI – Intanto, anche al di là di modem e tastiere, c'è chi si sta muovendo per contestare la presenza del negozio in piazza. Mentre c'è già chi ha accusato lo stand di concorrenza sleale, il presidente dell’Unione consumatori e utenti, Bruno Auricchio, intende presentare una denuncia alla procura della Repubblica presso il tribunale di Venezia se lo stand non viene tolto a breve. Qualcuno ha poi attaccato davanti alla porta dell'odiato “gabbiotto” un cartello firmato con la scritta: “Questo luogo è uno scempio alla cultura storica veneziana. Chi vi ha autorizzato?” e già si pensa di replicare la protesta ricoprendo l'intero prefabbricato di fogli identici. Qualcuno, più scherzosamente, propone di trasformare la demolizione del chiosco in una vera e propria gita di gruppo, andando tutti in compagnia a distruggere vetri ed alluminio armati di mazze e fiaschi di vino. Anche battute simili, però, sono indici importanti del malumore dei veneziani.

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