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Cronaca

Open data, il Comune approva e apre gli archivi della città sul web

Venezia diventa uno dei primissimi comuni d’Italia davvero trasparenti. La proposta avanzata da Bettin è quella di consentire il riutilizzo dei dati per lo sviluppo di nuovi studi e nuovi servizi

Venezia apre i suoi archivi. Una spaventosa mole di infromazioni e dati sarà a disposizione di tutti, online. "La conoscenza è un bene comune, i dati posseduti dall’amministrazione sono a disposizione di tutti, salvo le eccezioni di legge, relative soprattutto alla privacy delle persone. La Rete, attraverso la quale viaggia questa ricchezza di informazioni, è strumento di partecipazione e condivisione ed è anche uno strumento di sviluppo, poiché la disponibilità del bene conoscenza fornisce le basi per investimenti, progetti, collaborazioni". E’ questa la ratio che ha spinto il consiglio comunale di Venezia ad approvare, all’unanimità, la delibera proposta dall’assessore all’Informatizzazione e alla cittadinanza digitale Gianfranco Bettin, che apre a tutti il patrimonio di dati posseduti dalla pubblica amministrazione e riorganizza in questo senso il lavoro quotidiano della macchina comunale, favorendo trasparenza e accessibilità dei dati. Venezia, così, diventa uno dei primissimi comuni d’Italia davvero open.
Il nuovo Regolamento sulla pubblicazione, l’accessibilità telematica e il riutilizzo dei dati pubblici (open data) dispone infatti la pubblicazione dei dati presenti nella banche dati comunali e ne consente il libero riutilizzo da parte di chiunque. Il Regolamento è a norma dell'art. 52 del Codice dell'Amministrazione digitale e il Comune di Venezia è il primo ad adottarlo pienamente organizzandolo in quattro sezioni: Principi, fondati sull'affermazione che "i dati pubblici presenti nelle banche dati del Comune sono patrimonio della collettività"; ambito di applicazione, in cui è definito in modo ampio il perimetro dei dati conoscibili da chiunque e le esclusioni applicabili a norma di legge; modalità di pubblicazione e riutilizzo, ovvero le caratteristiche degli open data, il processo di pubblicazione e riuso con il solo vincolo di citare la fonte; attuazione: in cui sono individuate la responsabilità nel processo.

“Il Regolamento - dichiara Bettin - rappresenta la conclusione di un percorso che ha visto grande collaborazione istituzionale e concordanza d'intenti tra Consiglio e Giunta comunale che, ottemperando agli obblighi normativi, hanno anche ascoltato e accolto positivamente gli stimoli culturali espressi dalle associazioni di cittadini, in particolare il gruppo #opendatavenezia e la Consulta delle cittadine. Al tempo stesso il Regolamento è l'inizio del lavoro concreto che dovrà affrontare il Comune, con il supporto di Venis S.p.A, per procedere alla selezione e pubblicazione dei dati. Ci attendiamo che da questa ‘liberazione’ di dati si sappia fare un uso nuovo, utile e intelligente a favore di tutti, in particolare in quei campi in cui i servizi pubblici e privati possono essere carenti”.


Obiettivo dell'open data è, infatti, oltre alla trasparenza e al perseguimento della buona amministrazione, consentire il riutilizzo dei dati stessi per lo sviluppo di nuovi studi e nuovi servizi e progetti a vantaggio della collettività. Sul portale dati.venezia.it sono già disponibili alcuni dati aggiornati sulla composizione della popolazione e la cartografia di base del territorio comunale.

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