Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca San Marco / Piazza San Marco

Operai Vinyls sul campanile di San Marco: "Devono portarci via a forza"

Quattro dipendenti dello stabilimento di Marghera giovedì pomeriggio sono saliti con l'intenzione di rimanere a 50 metri da terra: "Non vediamo un soldo da cinque mesi". Poi la discesa verso le 24

Lo striscione esposto dai manifestanti (YouReporter e ReteVeneta)

AGGIORNAMENTO - E' terminata dopo circa sette ore la protesta degli operai della Vinyls di Marghera che poco prima di mezzanotte hanno abbandonato il campanile di San Marco a Venezia dove erano saliti in tre nel primo pomeriggio. Con il gruppetto di lavoratori sono rimasti fino all'ultimo, sulla cella campanaria a circa 50 metri d'altezza dal suolo, alcuni agenti della Digos di Venezia, i quali hanno anche rifocillato i tre operai portando loro alcune pizze. La protesta si è conclusa quindi pacificamente ed ora i lavoratori della Vinyls attendono con apprensione l'incontro che il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, avrà domani con un istituto di credito per cercare di sbloccare intanto gli anticipi delle mensilità arretrate. GLI AGGIORNAMENTI

 

LA PROTESTA TOCCA IL CIELO - "Devono portarci via a forza, non ce ne andiamo di qui". Lo dice chiaramente Nicoletta Zago, dipendente della Vinyls di Porto Marghera. Lo afferma in cima al campanile di San Marco, a cinquanta metri di altezza, dove è salita con altri tre colleghi. A differenza delle decine di turisti che aveva accanto, lei ci è salita per restarci. "Siamo stanchi di essere presi in giro - dichiara - è dal 2009 che siamo in cassa integrazione. Sono cinque mesi che non vediamo un soldo".

 

I quattro manifestanti (poi diventati tre) si sono mimetizzati tra la folla, hanno pagato il biglietto per salire e poi hanno annunciato di voler rimanere lì. Nessun sacco a pelo, neanche una coperta. Solo un maglioncino un po' più pesante e una bottiglietta d'acqua. Alle 18.20 è stato srotolato lo striscione: "Vinyls, la vergogna". "Le istituzioni ci spieghino se senza essere pagati per cinque mesi riuscirebbero a mandare avanti le loro famiglie - afferma Nicoletta Zago - Chiediamo un incontro col prefetto. Vogliamo delle spiegazioni, qualcuno ci deve spiegare perché dobbiamo vivere senza soldi".

La loro comunque si prospetta una forma di protesta non violenta: "Non intendiamo creare confusione o mettere in pericolo nessuno - continua la manifestante - Ma sono cinque mesi che non prendiamo la cassa integrazione e solo ieri i commissari ci hanno detto che se andrà in porto la trattativa con l'Oleificio Medio Piave forse a novembre arrivano i soldi. Viviamo senza certezze e siamo stanchi. Il campanile di San Marco è chiamato il 'paron' di Venezia, come 'paroni' sono stati i commissari dello stabilimento che ci hanno portato fino a questo punto. E' saltato l'incontro col ministero, ora chiediamo alle istituzioni locali di ascoltarci".

L'impianto di Porto Marghera è infatti al centro di colloqui per riuscire a trovare un acquirente. Dopo l'interessamento di una cordata brasiliana, poi caduto, rimane sul piatto la trattativa con la ditta trevigiana, su cui però non c'è ancora nulla di definito, secondo i quattro lavoratori. La certezza in questo momento è solo una per i manifestanti: "Non ce ne andremo di qui finché qualcuno non ci darà delle risposte - conclude Nicoletta Zago - il nostro motto è 'arrendersi mai'".

 

IL SINDACO ORSONI INCONTRA I LAVORATORI - Il primo cittadino lagunare ha voluto salire sul campanile di San Marco per parlare con i tre operai (il quarto era nel frattempo sceso a terra per un problema di salute) della Vinyls che hanno inscenato la protesta. "Ho espresso loro la mia solidarietà - dice Orsoni - e la mia valutazione assolutamente negativa sulla situazione dell'amministrazione straordinaria. Trovo tutto estremamente vergognoso". Il sindaco ha annunciato che domani si occuperà personalmente della questione in un colloquio con i vertici della Cassa di Risparmio di Venezia per lo sblocco degli stipendi dei dipendenti Vinyls. Nessuna pressione è stata fatta sui lavoratori perché recedano dalla protesta. "Debbono essere liberi di decidere - osserva Orsoni - quando scendere. E' una iniziativa pacifica".

 

Non è la prima volta che gli operai Vinyls veneziani si rendono protagonisti di proteste eclatanti. Proprio Nicoletta Zago partecipò nel gennaio scorso all'occupazione pacifica di una stanza della Chiesa della Salute, salì due volte sulla torre dello stabilimento e attuo con alcuni colleghi uno sciopero della fame per sollecitare una soluzione positiva per l'azienda di Marghera.

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