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Patto di stabilità, c'è un "rischio di sforamento concreto" per Venezia

I revisori dei conti avrebbero messo in allerta il Comune, proponendo di tagliare gli stipendi ai dipendenti da subito. Ma Ca' Farsetti resta fiduciosa

Si gioca negli ultimi giorni dell'anno, per il Comune di Venezia, la questione se il patto di stabilità verrà sforato o meno. Ma nel frattempo, come riporta la Nuova Venezia, i revisori dei conti avrebbero dato il loro parere al bilancio, e sarebbe tutt'altro che ottimistico. Lo sforamento, avrebbero annunciato, è altamente probabile: tanto che avrebbero proposto di cominciare ad applicare preventivamente le sanzioni previste già negli ultimi mesi del 2014. Che sarebbe a dire, tagliare gli stipendi dei dipendenti comunali.

E si tratterebbe di un fulmine a ciel sereno per i sindacati, che hanno raggiunto da poco l'accordo con Zappalorto sulle retribuzioni dei comunali: il segretario della Cgil, Sergio Chiloiro, avrebbe infatti dichiarato di cascare dalle nuvole. Il commissario straordinario di Venezia, infatti, si era detto fiducioso sulla possibilità di rispettare il patto.

Lo avrebbe ribadito anche il direttore generale Marco Agostini: grazie alle vendite immobiliari (la cessione alla cassa depositi e prestiti di palazzo Diedo e palazzo Gradenigo) e ai fondi in arrivo dalla legge speciale per Venezia, sia da Roma che dalla Regione, il Comune dovrebbe essere in grado di far fronte all'attuale passivo di circa 60 milioni, "senza neanche bisogno di vendere Villa Hèriot". Ma serve l'effettiva realizzazione delle entrate, entro la fine dell'anno.

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