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Nessun accordo: 400 euro da pagare per l'uso delle rive in carico scarico

L'incontro tra il vicesindaco, l'assessore alla Mobilità e le associazioni ribadisce l'obbligo di pagare. I rappresentanti di categoria non ci stanno e rilanciano sulle difficoltà di ormeggio

Mercoledì 4 luglio si è tenuta in Comune la riunione tra le varie associazioni di categoria trasporti e il vicesindaco Simionato e l'assessore al Traffico acqueo Ugo Bergamo. Si è discusso il canone annuo per l'uso delle rive istituito dal Comune al fine di recuperare i fondi per la manutenzione delle rive stesse. La conclusione è stata ancora una volta un nulla di fatto per le richieste avanzate dalle associazioni di categoria. 

Restano confermati da pagare 400 euro ai titolari di licenza per trasporto merci per conto terzi e 200 euro per quelli in conto proprio. 
I trasportatori, dal canto loro, chiedono di essere messe in condizione di lavorare. A oggi - dicono- hanno sempre lavorato tra enormi difficoltà: dalle rive che non sono fruibili, sprovviste di anelli o paline per attraccarsi o quelle dove si finisce con la barca sotto i ponti, ai vincoli di orario e al traffico delle altre categorie. Sul tavolo delle obiezioni anche la regola che un addetto deve sempre rimanere in barca pena un'ammenda, che costringe le società ad impiegare almeno due uomini per ogni trasporto.
 
I rappresentanti hanno inoltre suggerito al Comune di utilizzare, per il restauro delle rive, i 500mila euro provenienti dal Gruppo Argenta che arriverebbero subito se gli facesse installare le restanti macchinette per bibite e snack sui pontili Actv e negli uffici di Ca' Farsetti e delle società partecipate, in base all'accordo di sponsorizzazione già stipulato.
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