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L'Ulss 3 si prepara ad emergenze e grandi afflussi di feriti: oggi decisione sul PEIMAF

Acronimo per "Piano Emergenza Interno Massiccio Afflusso Feriti". E' necessario all'ospedale per garantire pronta assistenza. Punto di riferimento le Molinette di Torino

Ospedali e grandi emergenze: Mestre si migliora studiando il caso Torino. Anche l’esperienza di quanto avvenuto proprio sei mesi fa in Piazza San Carlo, con più di 1500 feriti, aiuta i professionisti dell’ospedale di Mestre a migliorare il proprio PEIMAF, cioè la procedura che scatta in caso di grande emergenza e di grande afflusso di feriti.

“Ci siamo confrontati – spiega il Direttore Sanitario dell’Ulss 3 Serenissima, Onofrio Lamanna – con la testimonianza diretta di Alberto Adducci, Direttore della Rianimazione dell’Ospedale torinese delle Molinette, che ha vissuto in prima persona quella notte complicatissima, quando il panico ha trasformato un evento sportivo in un vero e proprio assedio alle strutture sanitarie. E anche confrontandoci con questa particolare emergenza abbiamo verificato il nostro PEIMAF, il nostro ‘Piano Emergenza Interno Massiccio Afflusso Feriti’: redatto e condiviso alcuni mesi fa, ci sforziamo di perfezionarlo tenendo conto di ogni differente grande evento che possa portare all’Angelo un numero di feriti fuori dal normale”.

Molte le complessità che un Ospedale deve affrontare nel momento in cui un grande incidente, o un evento climatico tragico, o un attentato, portino a confluire verso la struttura un numero importante di feriti. Il PEIMAF di un Ospedale come l’Angelo deve prevedere, a fronte di diverse tipologie di incidente, un protocollo per ogni aspetto dell’emergenza: “Dobbiamo essere preparati, con protocolli chiari e operativi – spiega il dottor Lamanna –. Si deve costruire subito una nuova catena di comando, efficace e condivisa; gli spazi debbono essere rivoluzionati nella loro funzione, e idealmente il Pronto Soccorso si deve poter ampliare immediatamente secondo quanto serve; le comunicazioni devono funzionare al meglio, anche per richiamare in servizio il personale necessario. E questi sono solo alcuni aspetti pianificati dal PEIMAF che, come insegna l’esperienza di Torino, è assolutamente necessario perché l’emergenza è sempre possibile, anche al di là del verificarsi di un vero e proprio evento avverso”.

L’Ospedale lavora, anche con incontri come quello di domenica 4 novembre, al continuo perfezionamento del PEIMAF: “E’ un lavoro certosino – evidenzia il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben – che potenzialmente coinvolge ogni figura e ogni area dell’Ospedale. E’ un lavoro che speriamo di aver sprecato, e che speriamo di non dover verificare mai di fronte ad una emergenza reale. Ma è un lavoro che comunque fa crescere il livello di sicurezza della nostra struttura, e migliora la nostra capacità di accogliere e assistere”.

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