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A sinistra l'opera di Klimt che potrebbe finire all'asta

A sinistra l'opera di Klimt che potrebbe finire all'asta

Bilancio in crisi: "Brugnaro vuole vendere quadri di Klimt e Chagall"

Secondo Il Sole 24 Ore il primo cittadino vorrebbe mettere all'asta i due capolavori poco "veneziani". Le opposizioni chiedono che la città insorga

Per rimettere in sesto in bilancio di solito si è costretti a vendere i gioielli di famiglia, ma l'idea del sindaco Luigi Brugnaro spiegata dal quotidiano "Il Sole 24 Ore" ha scatenato un putiferio di polemiche: secondo il giornale economico gli uffici di Ca' Farsetti sarebbero al lavoro per vendere l'opera Judith II Salomè di Gustav Klimt, oltre che un'altra opera di Chagall.

Il primo capolavoro è esposto alla Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro, ma avrebbe la "colpa" di non avere nulla a che vedere con la storia di Venezia, dunque è stata inserita in un piano di alienazioni da 400 milioni di euro. Del resto il bilancio in laguna è in condizioni molto difficili, e serve lavorare di fantasia per introitare quelle risorse in grado di evitare ulteriori tagli sanguinosi per i cittadini. Ma tutto questo può essere fatto a scapito della cultura e dell'arte? Cuore stesso della città?

Secondo Brugnaro è un sacrificio che bisogna essere pronti a fare, anche se al momento non esiste alcun elenco: "Sarà necessario procedere ad una verifica attenta e puntuale del patrimonio a disposizione - spiega - La situazione di bilancio di Venezia è nota a tutti, per cui c’è la volontà di fare un approfondimento in questo senso: in mancanza di altre risorse, la necessaria salvaguardia della città potrebbe anche dover passare attraverso la rinuncia ad alcune opere d’arte cedibili perché non legate, né per soggetto né per autore, alla storia della città".

L'ipotesi naturalmente viene aspramente criticata dalle opposizioni: "Spero che il sindaco intenda smentire questa notizia - dichiara il consigliere comunale della Lista Casson, Nicola Pellicani - Il sindaco non può vendere opere che fanno parte di collezioni storiche che rappresentano un patrimonio della città costruito da generazioni di veneziani. E' una proposta insensata che comunque non potrà essere fatta, perché fortunatamente non è nelle disponibilità del sindaco prendere una decisione in tale senso. Come Brugnaro dovrebbe sapere, secondo il Codice del Beni culturali, qualunque museo italiano, sia esso civico o nazionale, per vendere un'opera deve prima avere l'autorizzazione del Ministero dei Beni Culturali. La città si mobiliti per fermare questa proposta scriteriata".

Solo la base d'asta per l'opera di Klimt sarebbe di settanta milioni di euro, dunque da sola potrebbe coprire il buco da 64milioni di euro che serve trovare in fretta e furia. Il piano sarebbe stato messo nero su bianco all'interno di un documento consegnato lunedì scorso ai parlamentari veneziani che hanno incontrato il primo cittadino a Ca' Farsetti, in vista della legge di stabilità. All'interno sarebbe sviluppata anche l'ipotesi di un ingresso a pagamento in area marciana. Opzione che più volte è salita alla ribalta.

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