Cronaca

Tanti i veneziani a Milano. Cgil, Cisl e Uil: «In piazza con lavoratori e pensionati, loro ce lo chiedono»

Almeno in duemila sabato all’Arco della Pace. Giordano, Zanocco e Bonatesta: «Occupazioni precarie, inflazione, sanità, previdenza e contratti. Problemi vissuti ogni giorno sulla pelle delle persone. Aprire un tavolo anche con le istituzioni locali»

Tanti i veneziani che hanno viaggiato a Milano sabato unendosi alla manifestazione nazionale unitaria dei sindacati confederali Cgil Cisl e Uil per chiedere al governo politiche diverse su fisco, pensioni e lavoro. «Una partecipazione straordinaria quella di sabato - ha commentato Daniele Giordano, segretario della Cgil di Venezia - a dimostrazione che lavoratori e pensionati chiedono un cambio di passo sui temi che riguardano più da vicino il loro vivere quotidiano. Chiediamo con forza al governo di ascoltare la piazza - afferma Giordano - e lo domandiamo anche alle nostre istituzioni locali che devono trovare risposte ai bisogni dei cittadini e alle grandi emergenze che vive il nostro territorio»

Sebbene la mobilitazione abbia portato in piazza centinaia di migliaia di persone da tutto il Paese per rivendicare scelte e politiche inclusive a favore delle fasce più fragili, tanto anziani come giovani alle prese con la precarietà del lavoro, ogni territorio ha chiesto anche di lavorare in questo senso accanto ai propri enti locali e con le parti che sostengono questi interessi.

«A Venezia - ha proseguito Giordano - serve un tavolo istituzionale con le parti sociali che costruisca le condizioni per un patto per il lavoro e la coesione. Per questo alla manifestazione abbiamo portato anche le rivendicazioni che riguardano Venezia dove servono scelte radicalmente diverse contro la precarietà e per politiche industriali e di sviluppo. Proseguiremo - ha concluso il segretario Cgil di Venezia - nelle nostre iniziative fino a che l'esecutivo e le forze politiche non accetteranno di confrontarsi con il sindacato e dare risposte a lavoratori e pensionati».

Veneziani che hanno viaggiato a Milano sabato unendosi alla manifestazione nazionale unitaria dei sindacati confederali Cgil Cisl e Uil 1

Sono almeno duemila i veneziani che sabato hanno preso parte alla manifestazione all’Arco della Pace di Milano. Il dato è confermato dai segretari generali delle tre organizzazioni sindacali confederali territoriali che hanno organizzato assieme ai nazionali la mobilitazione: Daniele Giordano (Cgil), Michele Zanocco (Cisl) e Igor Bonatesta (Uil). La seconda manifestazione dopo quella del 6 maggio a Bologna, prima di quella che sarà il 20 maggio a Napoli. Cgil, Cisl e Uil torneranno in piazza a difesa del lavoro e dei diritti, a tutela dei redditi dall’inflazione, per la sicurezza nei posti di lavoro, la previdenza, le pensioni, il finanziamento e il rinnovo dei contratti nazionali a partire da quelli pubblici.

«Il governo non si sta confrontando con le organizzazioni sindacali - commenta Giordano - perché, a parte varare l’ultimo decreto, il primo Maggio i segretari generali nazionali Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri sono stati convocati poche ore prima del Consiglio dei ministri, senza avere la possibilità di discutere. I sindacati hanno delle proposte, chiedono e pretendono di essere ascoltati, perché rappresentano oltre 10 milioni tra lavoratori e pensionati». I timori di Giordano riguardano pure la precarietà, nodo centrale delle iniziative di queste settimane. «Mi pare che l’ultimo decreto l’aumenti reintroducendo i voucher».

«Redditi, fisco e pensioni sono questioni centrali – argomenta Zanocco della Cisl – e hanno un grande denominatore comune: il lavoro. Il precariato rischia di mettere in difficoltà le persone non solo dal punto di vista del reddito, cosa per noi primaria, ma la tenuta del Paese. Il lavoro è l’unica ricetta sana per dare una risposta a questi temi. Registriamo come oltre il 90 per cento delle entrate dello Stato provengono dall’Irpef pagata da lavoratori dipendenti e pubblici ma più il numero è inferiore, meno soldi entrano e più rischiano di aumentare le tasse. Le pensioni sono sostenute da un sistema di ripartizione: chi lavora, paga le pensioni a chi è già uscito dal mondo del lavoro. E meno sono gli occupati, più si scarica il problema sui conti pensionistici».

I sindacati hanno chiesto una ripresa del confronto dopo oltre 300 assemblee nei cantieri edili, nella sanità, nei consorzi di bonifica, al Petrolchimico. «In queste settimane – spiega Bonatesta – ci siamo confrontati con migliaia di lavoratori e lavoratrici. Abbiamo notato una partecipazione massiccia all’iniziativa di Milano. Significa che sono sentiti i temi messi nelle richieste di confronto al governo: fisco, sanità, pensioni salute e sicurezza sono problemi vissuti ogni giorno sulla pelle delle persone. Vogliamo dare un segnale chiaro di come sia importante aprire una discussione seria su questi temi: ce lo chiedono le persone. Dobbiamo creare il giusto mix tra giovani e “anziani” per trasferire le conoscenze di chi è a fine carriera».

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