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Kobane dopo i combattimenti, città distrutta (twitter)

Kobane dopo i combattimenti, città distrutta (twitter)

"Noi nell'inferno di Kobane, mai sentito d'un guerrigliero veneziano"

In corso la staffetta dei centri sociali veneti per aiutare la resistenza. Tommaso Cacciari: "Il tweet arriva dai Peshmerga, non dal Ypg. Dubbi"

I dubbi ci sono anche da chi a Kobane, in Siria, ci è stato. Esiste davvero "Francesco"? Il combattente dell'Isis che secondo i Peshmerga sarebbe di origini veneziane? Il tweet con cui si dà notizia della sua uccisione da parte di un cecchino donna nella città "simbolo" della resistenza contro l'avanzata dello Stato Islamico è stato pubblicato su twitter il 3 febbraio scorso, quando i combattimenti per la liberazione della città erano ancora in corso. Di lì a pochi giorni l'Isis sarebbe battuto in ritirata.

AGGIORNAMENTO: "SO CHI E', NON E' UN VENEZIANO"

I DUBBI ANCHE DEGLI INQUIRENTI

"E' un messaggio molto strano - commenta Tommaso Cacciari, che a Kobane ci è stato nel novembre scorso - perché arriva dai Peshmerga kurdi, non dal Ypg (Yekîneyên Parastina Gel, Unità di Protezione del Popolo, ndr)". Ciò costituisce una grossa differenza, perché "i Peshmerga sono iracheni, a Kobane ce ne saranno stati solo una quarantina", mentre il Ypg è di fatto l'esercito siriano che si rifa al Pkk. Tra loro ci sono anche divisioni politiche, visto che i Peshmerga fanno parte del partito democratico iracheno, vicino agli Stati Uniti, mentre i combattenti siriani guardano ai comunisti del Pkk. Dunque perché non è arrivata alcuna notizia da chi materialmente (e in massa) era impegnato a difendere la città dalle milizie dello Stato Islamico?

IL TWEET: "COMBATTENTE DELL'ISIS VENEZIANO UCCISO"

"Tanto più che i curdi hanno molta cura nel restituire i corpi dei militari uccisi - continua Cacciari - non come succede nella controparte". Per ora, però, del cadavere di "Francesco" nessuna traccia. C'è solo quella foto di un giovane dal volto sorridente che imbraccia un Ak47. Due giovani veneziani dei centri sociali, inoltre, al massimo 48 ore dopo la presunta uccisione del guerrigliero italiano, avevano messo piede a Kobane. Ma in nessun modo era arrivata loro all'orecchio la voce di qualche veneziano "nemico" caduto. "Siamo caduti dalle nuvole - conclude Cacciari - anche noi stiamo tentano di informarci con i nostri contatti. Ma l'impressione è che il tweet da cui è partito tutto sia molto poco chiaro. Ora si combatte a trenta chilometri di distanza da Kobane, quelli dell'Isis sono in ritirata. Quindi se un corpo c'è, strano che non sia già stato restituito".

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