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Cronaca

Vent'anni fa il rogo della Fenice: oggi è uno dei teatri più apprezzati al mondo

La ricorrenza cade il 29 gennaio, dal 2003 la programmazione continua a macinare successi. I due responsabili vennero arrestati e incarcerati un anno dopo

Sono passati vent'anni dal maledetto giorno in cui un incendio doloso distrusse il teatro La Fenice, appiccato da due elettricisti nel maldestro tentativo di trovare una scusa per non pagare le penali sul ritardo dei lavori. Oggi la struttura gode di ottima salute, da tutti i punti di vista: è fra i più apprezzati al mondo, uno dei pochi con il bilancio in pareggio, e vanta una programmazione che esporta le proprie produzioni ovunque.

Per il sovrintendente Cristiano Chiarot è un successo costante che, nonostante il ricordo vivo e il dolore per quanto accaduto la sera del 29 gennaio 1996, "ci è da sprone per guardare avanti, per dare il meglio che la nostra storia musicale, tradizione culturale e capacità produttiva che abbiamo nel Dna e che ci è riconosciuto ovunque". Un riconoscimento che, sottolinea Chiarot, "si traduce nella chiusura del bilancio per il quinto anno consecutivo in pareggio e con una previsione di budget per il 2016 che si chiuderà allo stesso modo soprattutto grazie agli incassi ed al contributo del Comune di Venezia". "Siamo ai vertici nazionali della lirica - sottolinea Chiarot - con una crescita, nel solo 2015, del 10% dei ricavi e il 90% dei posti a sedere sempre occupati". La Fenice, ricorda Chiarot, dopo essere stata in tournée tra Germania e Olanda è impegnata nel Carnevale per poi andare in Oman.

La sera del 29 gennaio di 20 anni fa le fiamme si levarono improvvisamente alte sul cielo gelido di Venezia: in poche ore del teatro lirico aperto oltre 200 anni prima erano rimasti poco più che i muri portanti. I vigili del fuoco, con un intervento tempestivo, erano comunque riusciti a circoscrivere il rogo ed evitare che si propagasse anche alle case vicine. Era rimasta semi indenne una sola parte delle Sale Apollinee. La causa del fuoco, come fu ricostruito dall'allora Pm Felice Casson, fu il dolo per il rischio di fallire da parte del titolare della Viet, Enrico Carella, aiutato da suo cugino e unico dipendente, Massimiliano Marchetti. I due sono stati arrestati un anno dopo l'incendio e poi condannati in via definitiva: sette anni di carcere per Carella (fuggito ma riacciuffato in Messico) e sei anni per Marchetti. Il teatro fu ricostruito "com'era e dov'era" e tornò alla musica con la riapertura la sera del 14 dicembre 2003.

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