Mamme e papà contestano i controlli nei nidi: "Verifiche parziali e tardive, una presa in giro"

I rappresentanti dei genitori all'attacco all'assessore Paolo Romor, accusato di aver estrapolato e usato a suo vantaggio le parole contenute nel verbale redatto dall'Ulss

Un sopralluogo tardivo e del tutto insufficiente. I presidenti dei Consigli di nido del comune di Venezia commentano le parole con cui l'assessore Paolo Romor racconta i risultati dell' ispezione effettuata dall’Ulss nelle scuole dell'infanzia ("a seguito di nostre segnalazioni", precisano i genitori): "Siamo basiti da come le parole del verbale siano state estrapolate dal contesto - attaccano - e fatte apparire come un'approvazione dell'operato del Comune da parte di chi ha eseguito i sopralluoghi, approvazione che invece assolutamente non traspare dalla lettura integrale del rapporto".

Secondo i genitori, ricontestualizzando il virgolettato, si evince che ​"nelle date in cui si sono effettuati i sopralluoghi il team ha rilevato il corretto rapporto numerico tra educatori/bambini". "La Regione - sottolineano - ci ha messo per iscritto chiaramente come deve essere applicato il rapporto numerico nell'arco di tutta la giornata. Ed è difficile immaginare che un sopralluogo fatto il penultimo giorno di apertura dei servizi, con molti bambini assenti, ed oltretutto in pieno orario di compresenza, possa dare esiti negativi".

"Peccato - continuano - che nessuno abbia dato alcun tipo di riscontro alle segnalazioni che abbiamo fatto da tutto un anno, o nessuno abbia mai effettuato un sopralluogo negli orari critici, che sono poi la maggioranza dell'orario di apertura delle strutture. Nel documento inoltre viene sì fatta una descrizione del modus operandi che il comune ha adottato nell'ultimo anno scolastico, senza però dare alcun giudizio in merito, né in negativo né tantomeno in positivo, come invece vuole far credere l'assessore. Riteniamo inammissibile che dopo un intero anno di segnalazioni venga fatto un controllo gli ultimi giorni di scuola, inaccettabile che si ammetta che la sicurezza di bambini dai 6 mesi ai 3 anni possa essere messa a rischio; assurdo che nessuno dei soggetti interpellati si prenda la responsabilità di avallare che 3 educatrici con 30 bambini sono in regola".

"Ci sentiamo presi in giro concludono - da un'amministrazione comunale che non ci dà risposte, che dialoga con noi solo attraverso comunicati stampa, prendendo dalle varie documentazioni solo le parti che più fanno comodo e rigirandole facendo sembrare che tutto vada bene, quando invece tutto va bene solo perché la Regione e l’Ulss non danno veramente riscontro alle criticità presentate. Riteniamo che l'assessore non possa e non debba permettersi di affermare che i genitori sono soddisfatti del servizio".

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