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Foto: Veritas, archivio

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Veritas: «Il debito con il Comune non è un problema, già adeguata la rete fognaria»

Zuin: «Abbiamo agito in buona fede per non mettere in ginocchio la società». Ma il Pd chiede una convocazione urgente con la presenza del direttore generale Andrea Razzini

Le infrazioni sulle acque reflue e la situazione debitoria emersa con la sentenza della Corte dei Conti, in base alla quale Veritas dovrebbe restituire al Comune di Venezia 47 milioni di euro per le quote di depurazione incassate e mai restituite all'amministrazione, sono i capitoli che hanno animato il dibattito della Commissione consiliare di giovedi a Ca' Farsetti. La questione della situazione debitoria ha messo in allarme sindacati e i partiti d'opposizione, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, preoccupati per possibili ripercussioni sulle bollette degli utenti, sulla qualità dei servizi erogati dalla società e per le relazioni industriali e le conseguenze sulla situazione lavorativa e occupazionale all'interno della partecipata. Veritas ha chiarito la propria posizione in merito.

Infrazioni sulle acque reflue

In particolare ci si riferisce all’applicazione della legge del 1995, che aveva prescritto l'adeguamento della rete fognaria. Veritas precisa che «tali segnalazioni di infrazioni sono state superate dal complesso di attività svolte dal Comune di Venezia in primis e da Veritas stessa, quando posa nuove fognature (ad esempio Lido, 2016). Pertanto, la conformità alle norme europee è stata raggiunta, come riportato dal portale nazionale di Italia Sicura. Il sistema fognario-depurativo a servizio del centro storico di Venezia oggi è assicurato da una rete dinamica nelle aree marginali con impianti di depurazione di modesta potenzialità. Tutte le restanti utenze, sia residenziali, sia turistico-ricettive sono servite da sistemi di trattamento a servizio della singola utenza, realizzate secondo quanto previsto dal regolamento comunale in materia di trattamento acque reflue che prevedono il regolare svuotamento e conferimento per il trattamento ad impianti centralizzati».

La sentenza e i 47 milioni

Riguardo alla sentenza della Corte dei Conti relativa ai 47 milioni di euro dovuti al Comune di Venezia, per le quote depurazione non versate, Veritas chiarisce, «non rappresenta per la società un problema economico, né lo ha mai rappresentato. Infatti, tutte le poste economiche intercorrenti tra Vesta-Veritas e Comune di Venezia sono sempre state regolarmente trascritte nei bilanci della società dal 1999 a oggi e sono regolarmente certificate. Inoltre, i 47 milioni sono stati fotografati senza tenere conto delle partite economiche di interscambio tra Veritas e Comune, quindi senza considerare anche i crediti della società, e per un periodo di tempo specifico (2002-2012), invece che tutto l’arco temporale. Quindi, se ci si riferisse solo ai 47 milioni, Veritas ne ha già regolarmente versata al Comune di Venezia una grossa parte. Attualmente il saldo a favore del Comune non è 47 milioni di euro, ma di 25 milioni. Riguardo alla capacità di restituzione di Veritas verso i propri creditori, incluso il Comune di Venezia, il bilancio è solido e in grado di affrontare i propri impegni. Pertanto, anche per coloro tra le organizzazioni sindacali che si sono mostrate preoccupate dalla situazione, Veritas chiarisce che tale questione non riguarda la gestione corrente dell’azienda».

Il ricorso in Appello e la rateizzazione

«Il credito del Comune nei confronti di Veritas è addirittura superiore - ha spiegato in Commissione l'assessore al Bilancio Michele Zuin - perché ci sono altre partite oltre ai 47 milioni, circa 60 milioni di euro, per canoni di concessione, per distribuzione di dividendi chiesti dal commissario, ecc. Il Comune, dal canto suo, non aveva saldato 8 milioni di euro per i canoni cimiteriali a Veritas, quindi c'erano anche dei debiti. Al netto di questo, ho siglato un accordo con la società nel senso di far pagare a Veritas in modo dilazionato i 60 milioni, e questo prima che lo ordinasse la Corte dei Conti. Lo abbiamo fatto con una rateizzazione: 10 milioni sono stati saldati nel 2015 e altre 9 rate per 5 milioni e 600 sarebbero state versate fino al 2024. Attualmente Veritas ha versato il dilazionato fino al 2019 compreso. In totale abbiamo percepito da Veritas 32 milioni, perciò siamo stati diligenti nel risolvere una partita che si trascinava da tempo, specie nel caso della riscossione dei cimiteriali. Per il resto, visto che la Corte dei Conti ordina di versare tutto subito, la società farà ricorso in Appello, così sospenderà l'esecutività della sentenza, per ora. Non potevamo risolvere in maniera "grillina" - dice Zuin - facendo un esposto in Procura, perché avremmo messo in difficoltà una società che serve 44 Comuni e non pensiamo di aver sbagliato in questo senso».

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