Veritas, doppio fronte di battaglia: clienti e dipendenti chiedono risposte

Discussa giovedì in commissione consiliare la sentenza della Corte dei Conti. Il Pd sulle tensioni fra azienda e lavoro: «l’amministrazione è azionista di maggioranza, non può restare indifferente»

Foto: Veritas, archivio

Doppio ordine di problemi per la partecipata del Comune che gestisce idrico e servizi ambientali in 51 Comuni della Città metropolitana: Veritas Spa. Discussa giovedì in commissione consiliare a Ca' Farsetti la sentenza della Corte dei Conti che obbliga la società a restituire le quote della depurazione non dovute. Una cifra di 47 milioni di euro, che si sommano all'ammontare dell'Iva sulla Tia, la tassa sulla tassa, che Veritas deve restituire ai clienti, secondo la corte di Cassazione. Tese anche le relazioni con i sindacati. Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Fiadel nei giorni scorsi hanno convocato le rispettive assemblee nei vari luoghi di lavoro per discutere delle «difficoltà e problematiche in tutti i settori e livelli aziendali».

Qualità dei servizi

«Occorre aprire subito una nuova stagione di dialogo fra azienda e lavoratori - dice il Partito Democratico -. Veritas è un’azienda pubblica che gestisce importanti servizi ambientali e idrici. Quanto sta accadendo fra i lavoratori e la dirigenza crea una forte preoccupazione che non può lasciare indifferente l’amministrazione del Comune di Venezia che è l'azionista di maggioranza della società. Poiché il gruppo Veritas, con i suoi oltre 3000 lavoratori, è sicuramente una delle realtà economiche più importanti del nostro territorio, non possiamo non valutare con attenzione alcuni elementi presentati recentemente nel bilancio sociale, in particolare: il calo del numero di operai dal 2016 al 2017, e il dato, ancor più preoccupante, che solo il 3% dei lavoratori abbia meno di 30 anni e che circa il 39% ne abbia oltre 50. Chiediamo la riapertura del dialogo e del confronto sul piano di sviluppo della Società e sulla gestione del personale. Non è compito del Consiglio comunale sostituirsi ai sindacati ma riteniamo che il clima lavorativo aziendale possa incidere sulla qualità del servizio reso ai cittadini. Inoltre riteniamo che Veritas, così come le altre società partecipate, debba chiarire se ha effettuato la rotazione dei dirigenti o del personale nei settori a rischio dell’azienda».

Fognatura e depurazione

«I clienti Veritas, nella bolletta del servizio idrico, pagano una quota per la fognatura di cui non usufruiscono - scrive il Gruppo25Aprile -. È di oggi la notizia che l’Italia verrà deferita alla Corte di Giustizia dell’Unione europea per questa carenza in alcune città, fra cui Venezia, mentre la Corte dei Conti ha condannato Veritas a versare gli oneri di depurazione per un totale di 47 milioni di euro. Ricordiamo che la depurazione a Venezia è richiesta per legge dal lontano 1995, quando venne stabilito che: "I comuni di Venezia e Chioggia, elaborano progetti di massima per la realizzazione di fognature e per la depurazione delle acque usate provenienti dai centri storici, dalle isole e dai litorali del Lido e di Pellestrina e dal litorale di Cavallino Treporti, secondo criteri e tecnologie adeguati a realizzare nell'intera area lagunare gli obiettivi previsti dal piano regionale di risanamento delle acque, approvato con deliberadel consiglio regionale del Veneto del 1989. A 24 anni di distanza, "ghea podemo far" o ci ritroveremo anche con la beffa delle multe Ue da pagare, in aggiunta a tutto il resto?».

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