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Lettera al prefetto dai lavoratori Versalis: "Ci aiuti davanti ad Eni"

I sindacati di Porto Marghera chiedono a Domenico Cuttaia di vigilare sulla condizione di incertezza che stanno vivendo gli ex dipendenti dell'impanto di cracking

I lavoratori dell'ex impianto Versalis tornano a farsi sentire e, attraverso le loro sigle sindacali, questa volta si rivolgono direttamente al prefetto per chiedere il suo intervento a tutela dei loro diritti. Così, mentre in occasione del Tavolo permanente per Porto Marghera, una delegazione di lavoratori Eni Versalis ha effettuato un presidio con volantinaggio per sollecitare la convocazione urgente del tavolo Ministeriale, a Domenico Cuttaia è arrivata un'altra lettera sulla scrivania.

“Come organizzazioni sindacali – scrivono Filctem-Cgil, Femca -Cisl, Uiltec-Uil - a seguito della negativa scelta di chiudere definitivamente l’impianto del cracking di Porto Marghera posta in essere dalla società Eni che vuole mettere in atto un progetto basato sulla chimica verde, chiediamo un suo autorevole intervento. Non conosciamo i tempi di realizzo, si ipotizza il 2018 ma evidentemente il periodo di scopertura che abbiamo mette a rischio lavoratori, imprese e servizi diretti e indiretti di tutte le attività e su questo punto ci manca, da parte dell’Eni, un piano di affidabilità rispetto ai progetti ed alla sostenibilità degli stessi. Ribadiamo la necessità di verificare tutto ciò in sede ministeriale in quanto ci serve necessariamente una tutela maggiore da parte delle Istituzioni ma anche dal governo stesso. Per questi motivi – concludono i sindacati - chiediamo un suo impegno completo a sollecitare questo incontro ministeriale al fine di dirimere tutte queste perplessità”.

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