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Cronaca

Vertice Renzi-Hollande a Venezia per Valeria, i No Tav scaldano i motori: "Noi ci saremo"

Il presidente del Consiglio ha ufficializzato domenica l'incontro italo-francese previsto per l'8 marzo. La galassia di associazioni ambientaliste si è data appuntamento in laguna

Sarà una lunga giornata l'8 marzo in laguna. Non solo perché è stato ufficializzato un incontro al vertice tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il presidente francese Francois Hollande in memoria di Valeria Solesin, la ricercatrice 28enne uccisa a Parigi durante l'attacco terroristico al Bataclan, ma anche perché la galassia di sigle e associazioni che ruota attorno ai No Tav si è data appuntamento a Venezia per "la difesa dei territori e contro le speculazioni dei governi". 

L'annuncio ufficiale del vertice bilaterale è stato dato dal premier Matteo Renzi durante l'assemblea nazionale del Partito Democratico: "Abbiamo scelto di tenere fortemente vivo il ricordo di Valeria Solesin - ha sottolineato - e con Francois Hollande abbiamo deciso di dedicarle il vertice bilaterale annuale tra Italia e Francia che si svolgerà l'8 marzo, perché Valeria aveva studiato i temi della donna. Durante quel giorno ricorderemo i tragici fatti di Parigi e la memoria della giovane".

IL RINGRAZIAMENTO DEL PADRE DI VALERIA - "Ringrazio il presidente del consiglio Matteo Renzi di questo gesto e rivolgo il mio pensiero ai genitori di Giulio Regeni che in questo momento stanno passando il periodo più difficile della loro vita". Così Alberto Solesin, il padre della ricercatrice veneziana uccisa al Bataclan di Parigi, commenta le parole del premier che ha annunciato la decisione di dedicare alla figlia Valeria il vertice bilaterale Italia-Francia che si svolgerà nel capoluogo lagunare l'8 marzo prossimo.

I NO TAV SI DANNO APPUNTAMENTO IN LAGUNA - Dall'altra parte della barricata si posizionano i No Tav, che chiamano a raccolta le realtà venete. Nel mirino l'avvio "dell'iter parlamentare europeo di rettifica del protocollo di intesa sull'apertura dei cantieri" per la Torino-Lione. Si tratta di un invito pubblicato sul sito del movimento, che chiama a raccolta gli attivisti che si oppongono alla Torino-Lione.

"Pensiamo che la nostra presenza l'8 marzo a Venezia sia importante e ci stiamo organizzando per esserci - si legge sul sito del movimento - Invitiamo tutti i No Tav e tutti i comitati e le realtà attive sul territorio veneto e non solo a mobilitarsi insieme a noi, per continuare la battaglia più ampia per la difesa dei territori e contro le speculazioni dei governi italiano ed europeo. Mentre intorno a noi, in questa ingiusta Europa, si chiudono frontiere e si alzano barriere, pensiamo che Renzi ed Hollande non meritino una vetrina immacolata per mostrare i loro disastri. Ci vediamo a Venezia l'8 marzo. Avanti No Tav".

Pronta la risposta a sostegno dei No Tav dei No Mose e No Grandi Navi, che hanno rilasciato un comunicato stampa in cui si dicono decisi a fare la loro parte, questa la dichiarazione: "Non possiamo che accogliere la proposta che ci viene dal Val di Susa e proporre a tutte le altre realtà del Veneto una giornata di mobilitazione generale, contro il modello di sviluppo caratterizzato dalle grandi opere inutili, dannose ed imposte  - si legge - A Venezia, città simbolo delle grandi opere - grandi bidoni, della grande retata contro la cricca del Mose che ha rubato e sperperato ben un miliardo di euro sui cinque che finora è costato il Mose, cercano la vetrina per stipulare altri accordi per il TAV in Val di Susa, opera invisa e osteggiata da trent’anni di lotte delle popolazioni della Valle.

Nella città dove nulla è cambiato dopo gli arresti del 4 giugno 2014, dove il commissariamento del Consorzio Venezia Nuova da parte dell’Autorità Anticorruzione, serve solo da “specchietto per le allodole” per continuare pervicacemente con un'opera inutile, che ha già devastato la laguna, che non finirà mai e che probabilmente non funzionerà mai, visto che i commissari non stanno neppure accertando le innumerevoli criticità sul funzionamento delle paratie segnalate da anni da scienziati e tecnici indipendenti e nonostante l’inchiesta della magistratura abbia segnalato come le mazzette servissero, appunto, non tanto per vincere gli appalti (il CVN ha la connessione unica), ma per far passare a un progetto sbagliato i vagli, i controlli e ottenere le autorizzazioni. Una grande opera che, pur se dovesse funzionare si rivelerebbe inutile, di fronte ai cambiamenti climatici che provocheranno l’aumento del livello del mare.  Nella città dove un’altra grande opera si intende realizzare con lo scavo di un nuovo canale navigabile il Tresse - Nuovo per mantenere le grandi navi da crociera in Marittima senza farle passare per San Marco, quando esistono altri progetti che prevedono un nuovo terminale croceristico alla Bocca di Porto del Lido, fuori quindi dalla Laguna, salvaguardando i posti di lavoro, la salute degli abitanti e l’ambiente lagunare".

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