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Foto d'archivio di Luca Leone

Foto d'archivio di Luca Leone

Prendono i vestiti del barbone e li gettano in canale: "Dispetto a lui e anche a Venezia"

I titolari di un locale di Santa Maria Formosa vengono sorpresi da una coppia di passaggio martedì sera. Il dialogo è a tratti surreale: "Ma l'acqua è già sporca, dica al sindaco di pulire"

"Per fare un dispetto a lui fate un dispetto anche a Venezia". Già prendere i vestiti di un senzatetto, metterli in un sacco nero e gettarli in canale è un comportamento che, al di là delle possibili "malefatte" del clochard, è di per sé censurabile. In più gettare tutto in acqua a Venezia, alle prese con i noti problemi di inquinamento dei canali (che non sono certo limpidi come una sorgente di montagna), peggiora ulteriormente le cose.

Per questo nella tarda serata di martedì una coppia, che ha assistito alla scena, se l'è presa con i due titolari di un bar in zona campo Santa Maria Formosa. Il dialogo è un esempio di due vivere la città: "Sono le cose di un barbone che mi ha fatto dei dispetti - dichiara la titolare - se volete fare i cittadini modello venite a chiudere i buchi. Ci sono dei topi così qui. L'acqua del canale fa già schifo, vaglielo a dire al sindaco che lo pulisca".

Al che la coppia controbatte: "Ma così fa un dispetto a Venezia, signora". Il dialogo si accende nei toni, tra un "fatti i c... tuoi" e un "lei è un operatore ecologico mancato". I due titolari alla fine ammettono l'errore (un senzatetto ha poco con sé, togliergli anche i quattro stracci che ha diventa un problema). Spiegano che il clochard li chiama "mafiosi" e continua a fare loro dispetti. La reazione, però, è esagerata e controproducente.

"Lei è veneziana signora - la redarguisce l'uomo della coppia - Anche io lo sono. Lavoravo a Fondamente Nove e ho a che fare con barboni e drogati, un disastro. Ma non butto spazzatura in acqua. Non faccio un dispetto a Venezia così". I titolari del locale alla fine ammettono l'errore, anche se minimizzano: "E' stata questa situazione a indurci a comportarci in questo modo - concludono - ma l'acqua del canale è già sporca di per sé". Alla coppia di residenti non è rimasto altro che andarsene scuotendo la testa, delusi.

Mercoledì pomeriggio la titolare del locale ha deciso di chiarire la vicenda dicendo la sua: "Siamo stati abbandonati dalle istituzioni - esordisce - Abbiamo cercato Veritas in quanto volevamo eliminare i sacchi della spazzatura (li da mesi) che attirano topi e gabbiani. Li sono rimasti. Abbiamo chiamato più volte carabinieri e polizia, nei momenti in cui il senzatetto era ubriaco e su di giri bestemmiando con i bambini che nel pomeriggio giocano. Urinava sui muri, visto che da noi non poteva più entrare perché nei nostri servizi aveva fatto uno scempio. Le autorità ci hanno detto che non potevano fare niente e che avremmo dovuto convivere con questa situazione perché per loro non era reato. Siamo stati minacciati, ci ha avvisato di stare attenti perché lui è mafioso, ha minacciato un collega di aspettarlo a fine turno, io personalmente sono stata offesa in diverse occasioni. Stufa, amareggiata dall'assenza di aiuto dalle istituzioni, ho deciso di spostare i sacchi contenenti gli averi del senzatetto personalmente. Portando uno di questi, proprio nel momento in cui lo stavo appoggiando, sento qualcosa di vivo agitarsi. Nello spavento l'ho lanciato di colpo - conclude - purtroppo con l'urto ne sono caduti 2 in acqua. Mi è dispiaciuto molto, ma sapevo che era una pantegana all'interno. Le mie intenzioni non era di far cadere nulla in canale". 

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